Nota 96, Vitamina D: 30% di diminuzione dei consumi e della spesa di farmaci

Nota 96, Vitamina D: 30% di diminuzione dei consumi e della spesa di farmaci

La Nota 96, pubblicata lo scorso 28 ottobre da Aifa, ha ridefinito le condizioni per la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale dei farmaci a base di vitamina D classificati in fascia A (colecalciferolo, colecalciferolo/sali di calcio e calcifediolo) esclusivamente per la prevenzione e il trattamento della carenza di vitamina D nella popolazione adulta. Adesso l’Agenzia per il farmaco ha reso disponibile i dati del monitoraggio dei consumi e della spesa dei farmaci a base di vitamina D interessati dalla Nota 96.

Maggiore riduzione dei consumi nelle donne tra 45 e 50 anni

Se da una parte sul fronte degli integratori la vitamina D ha avuto un incremento, insieme alla vitamina C (+17,1% secondi i dati Nielsen sul Largo consumo dei prodotti vitaminici e integratori alimentari), la pubblicazione del report di monitoraggio Aifa – che consente di verificare i primi effetti dell’applicazione della Nota 96, attraverso l’analisi dei dati nazionali e regionali del primo trimestre – ha visto un calo dei consumi.

Nei primi tre mesi di applicazione della Nota 96 si registra complessivamente una diminuzione dei consumi e della spesa dei farmaci in Nota di oltre il 30% rispetto ai periodi precedenti sia in termini di confezioni erogate sia di spesa sostenuta dal Ssn. Sempre dalle conclusioni del report, non si osservano importanti aumenti dei consumi e della spesa di altri analoghi della Vitamina D non oggetto della nota: in termini percentuali abbiamo delle piccole variazioni in aumento che andranno monitorate, ma il cui valore in termini assoluti è decisamente inferiore all’ammontare economico e di confezioni movimentati dalle Atc oggetto della nota. La classe di età 40-50 anni è quella che ha fatto registrare la maggiore riduzione dei consumi, soprattutto tra le donne.

Dal punto di vista della distribuzione geografica, l’impatto della Nota a livello delle diverse Regioni è da considerarsi eterogeneo: diversi sono gli scenari regionali prima dell’applicazione della nota 96, diverse le risposte osservate sul territorio dopo l’applicazione del provvedimento: ulteriori approfondimenti saranno effettuati in seguito. Per ridurre la eterogeneità a livello regionale e per mantenere la persistenza dell’effetto dell’intervento nel tempo è necessario promuovere iniziative anche sul territorio volte a sensibilizzare gli operatori sanitari e i prescrittori sull’uso appropriato della Vitamina D e analoghi. Aifa prevede l’aggiornamento periodico delle analisi su periodi più lunghi, di almeno sei mesi, per valutare la robustezza dei risultati preliminari sia nelle categorie oggetto della Nota sia nelle altre. Ulteriori approfondimenti sono previsti per identificare sottogruppi specifici in cui si concentra l’effetto degli interventi.

«Che la vitamina D sia un ormone fondamentale per la salute delle ossa è noto già da molto tempo, tuttavia questa attenzione mediatica non fa altro che confermare la continua crescita dell’ampio interesse scientifico per la vitamina D», spiega commentando il report Andrea Giustina, presidente del Gioseg (Gruppo di studio sull’osteoporosi da glucocorticoidi e sull’endocrinologia scheletrica) e primario dell’Unità di Endocrinologia dell’Itccs Ospedale San Raffaele di Milano. «I dati ci dicono che soprattutto negli anziani, ma non solo, è presente un’ampia e diffusa carenza di vitamina D, che configura una condizione di crescente rilievo clinico».

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