Promozione e tutela della salute, intesa tra Abbott e Cittadinanzattiva

Promozione e tutela della salute, intesa tra Abbott e Cittadinanzattiva

Circa una settimana fa a Roma è stato siglato un protocollo di intesa tra Cittadinanzattiva e la multinazionale sanitaria Abbott per una serie di iniziative volte a promuovere la salute e la tutela dei cittadini. Cittadinanzattiva è un’organizzazione che dal 1978, anno della sua fondazione, favorisce l’attivismo dei cittadini in difesa dei loro diritti, della cura dei beni comuni e del sostegno delle persone più deboli. Il nuovo accordo si ispira alla Carta Europea dei diritti del malato e agli articoli 3 e 32 della Costituzione (rispettivamente: principio di uguaglianza e tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività). L’organizzazione e l’azienda con la sigla dell’accordo si impegnano a collaborare, in trasparenza e nel rispetto della legalità, per sviluppare iniziative e progetti comuni con l’obiettivo di aiutare le persone a vivere una vita al meglio delle proprie possibilità fisiologiche.


Gli obiettivi perseguiti nel protocollo d’intesa

Ecco l’elenco dettagliato degli obiettivi contenuti nel protocollo: a) mettere il cittadino al centro delle decisioni di politica sanitaria; b) considerare il punto di vista del cittadino, essenziale e centrale nella definizione e nella implementazione delle politiche pubbliche; c) promuovere campagne di informazione e prevenzione rivolte al cittadino con l’obiettivo di coinvolgerlo direttamente nelle scelte che riguardano la propria salute e la tutela dell’ambiente; d) sostenere il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), anche nell’articolazione delle singole regioni, affinché si possano potenziare prevenzione, diagnosi, assistenza e accesso alle cure nel modo più trasparente, appropriato, tempestivo, efficace ed efficiente possibile; e) promuovere lo sviluppo di nuove modalità di accesso ai servizi sanitari, anche attraverso la tecnologia digitale e l’informatizzazione di servizi e processi; f) collaborare per affermare un nuovo concetto di sostenibilità del SSN che guardi anche all’accessibilità e alla sostenibilità dei redditi delle famiglie; g) promuovere la messa a punto, l’implementazione e la valutazione dei protocolli diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA), che partano dai bisogni dei cittadini, considerando tutti gli aspetti (come per esempio supporto psicologico, attività fisica, nutrizione, etc.); h) supportare il SSN per ampliare l’accesso omogeneo ai trattamenti, compresi quelli innovativi e valutati tali con processi partecipati di health technology assessment (HTA), anche in riferimento a cure per patologie specifiche, riducendo i costi e promuovendo la sostenibilità; i) facilitare il riconoscimento pubblico dei fenomeni legati alla partecipazione dei cittadini alla vita pubblica in vari ambiti (settore salute, educazione etc.).


Punti di probabile coinvolgimento del farmacista

Si tratta di un piano articolato con il quale si intende esercitare in modo sinergico – e non in contrapposizione, come spesso accade – la forza di persuasione dei cittadini, da un lato e di una grande azienda farmaceutica, dall’altro, per indirizzare la politica sanitaria verso un miglioramento dell’intero apparato salute. Un aspetto interessante, seppure non dichiaratamente espresso nel documento, è costituito dalle possibili ricadute positive dell’accordo sul mondo della farmacia. In particolare alcuni punti dell’intesa sembrano poter trovare almeno parte della loro applicazione attraverso un coinvolgimento delle farmacie territoriali come il caso delle campagne di informazione e prevenzione che, al di là dei mass media, possono trovare una finalizzazione decisiva attraverso poster, opuscoli informativi e il supporto del farmacista direttamente all’interno dell’esercizio. Un altro aspetto, di più ampio respiro e in parte già realtà, è lo sviluppo di nuove modalità di accesso ai servizi sanitari tramite digitalizzazione e informatizzazione dei processi: molto in questo senso è già stato fatto (come la prenotazione degli esami) ma, con il rapido sviluppo della tecnologia, il farmacista può diventare un punto di raccordo sempre più rilevante per una serie di operazioni a supporto delle esigenze del cittadino.

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