Sanità integrativa, la Coop mette il carrello

Sanità integrativa, la Coop mette il carrello

I presagi erano nell’aria da tempo e ora c’è la conferma: la grande distribuzione organizzata entra pesantemente nel mercato della sanità integrativa, quello finora trascurato dalle farmacie. La prima a partire è la Coop: da questa settimana, infatti, sono in vendita in 79 tra iper e grandi supermercati del gruppo (Coop Adriatica, Coop Reno e Coop Consumatori Nordest di Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche e Abruzzo) i pacchetti NoiSalute della società di mutuo soccorso Faremutua. L’offerta prevede tre piani sanitari, distinti per prezzi e livelli  di copertura: si parte dal pacchetto NoiSalute Base, quota associativa 10 euro l’anno, che offre il rimborso integrale dei ticket sanitari per visite ed esami diagnostici di alta specializzazione, assistenza medica e infermieristica a domicilio dopo un ricovero, consulenza completa per gestire la non autosufficienza e accedere ai servizi socio-sanitari adeguati, consulenza medica 24 ore su 24 al telefono o a domicilio; c’è poi il pacchetto Medio, tariffa di 120 euro l’anno, che aggiunge alle prestazioni precedenti un’indennità giornaliera fino a 30 giorni di ricovero per grandi interventi chirurgici, fisioterapia a seguito di infortunio, tariffe agevolate su una vasta gamma di prestazioni specialistiche, diagnosi comparata; infine il pacchetto Più, quota associativa 220 euro l’anno, che aggiunge ai precedenti tariffe agevolate su qualsiasi prestazione diagnostica e specialistica comprese quelle del dentista, visita odontoiatrica e igiene orale annuale, e un piano assistenziale individuale per le persone non autosufficienti.


Chi è interessato può acquistare i pacchetti negli uffici soci dei centri commerciali e pagare direttamente alla cassa. Le prestazioni a tariffe convenzionate sono erogate dalle strutture e dagli specialisti di Unisalute, l’assicurazione del gruppo Unipol. I piani inoltre possono essere sottoscritti fino agli 80 anni di età ed essere estesi, con tariffe ridotte, anche ai familiari.


L’interesse crescente della gdo per la sanità integrativa è frutto di considerazioni estremamente pragmatiche: c’è una domanda che sale a fronte di un’offerta ancora inadeguata. Ricerche e analisi continuano a sfornare dati che dovrebbero invitare alla riflessione:  ormai gli italiani sostengono direttamente il 20% della loro spesa sanitaria procapite, con un costo annuo di quasi 445 euro; in altri termini, nel 2013 la spesa sanitaria privata dei cittadini ha sfiorato i 27 miliardi di euro. Questa cifra è il “tesoretto”sul quale vorrebbe mettere le mani la sanità integrativa, il cui sviluppo in Italia è ancora marginale. Al momento, infatti, questo specifico mercato assorbe soltanto il 13% della spesa privata (circa 4 miliardi di euro all’anno), mentre negli altri Paesi europei suopera tranquillamente il 50%. Il mercato, poi, risulta coperto per più del 59% dalle compagnie assicurative, con una netta prevalenza dei gruppi specializzati (che esercitano cioè nel solo ramo salute).


Ma ciò che più conta, la domanda di sanità integrativa è destinata a crescere nei prossimi anni. Lo dicono i dati (+23,5% nell’ultimo qunquennio) e lo confermano gli esperti: l’entità raggiunta dalla spesa sanitaria privata e l’esclusione dalle cure di un crescente numero di italiani (che non si possono permettere il costo delle terapie) imporrà presto alla politica scelte esplicite sul fronte dell’assistenza integrativa. E le farmacie dovranno fare le loro scelte: più della metà della spesa sanitaria privata, infatti, è composta dall’acquisto di beni, che per più dell’80% riguardano i farmaci. Le compagnie che erogheranno pacchetti integrativi cercheranno di ottimizzare costi e tariffe ricorrendo a convenzionamenti, e le farmacie dovranno imparare a trattare con loro mettendosi nei panni del fornitore.


Un piccolo segnale dello scenario che si prospetta arriva da Lloyds farmacie, l’insegna del gruppo Admenta che “veste” le farmacie comunali di Bologna, Milano e altre città. Proprio nel capoluogo emiliano, il gruppo ha concluso un accordo di partnership con la cooperativa sociale Assistiamo, alla quale fornisce servizi, autotest diagnostici e kit settimanali di farmaci per le persone in assistenza domiciliare.

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