Vaccini in farmacia

Vaccini in farmacia

La vaccinazione, uno degli strumenti più efficaci e sicuri in Sanità Pubblica per la prevenzione primaria, è un tema sempre più rilevante all’interno del dibattito pubblico sulla salute. È notizia di questi giorni la definizione del nuovo Piano Vaccinale 2017-2019.

Piano Vaccinale 2017-2019: maggiore protezione per risparmiare

Il nuovo Piano Vaccinale vuole sottolineare con forza l’importanza di potenziare la strada dell’immunizzazione.

In un periodo nel quale la sostenibilità dei sistemi sanitari è sempre più precaria, la prevenzione rappresenta uno strumento fondamentale per ottimizzare le risorse e i vaccini sono tra gli strumenti con il migliore rapporto costo-efficacia, come sottolineato dalle principali organizzazioni internazionali (OMS, OCSE e UE). Non immunizzare comporta infatti un costo spesso assai più rilevante tanto in termini di salute (qualità della vita) che economici (costi diretti e costi indiretti). Gli studi indicano che un euro speso per la vaccinazione può liberare fino a ventiquattro euro che possono essere investiti in assistenza clinica per chi si ammala. La copertura del 75% del vaccino antinfluenzale nei paesi dell’Unione europea, per esempio, eviterebbe settandue milioni di costi diretti e centododici milioni di costi indiretti. Il vantaggio in termini di salute è ovviamente ancora più prezioso. Per fare un esempio, grazie alla vaccinazione, le morti da morbillo (dati OMS) sono passate da cinquecentosessantadue mila nel 2000 a centoventidue mila nel 2012, a fronte di una copertura vaccinale globale che dal 72% del 2000 è salita all’84% nel 2012. Ciononostante la paura legata ai vaccini ha causato danni consistenti. È il caso per esempio delle coperture vaccinale per morbillo e rosolia che hanno perso addirittura cinque punti percentuali dal 2013 al 2015, passando dal 90,4% all’85,3%.

Il ruolo della farmacia

Il Nuovo Piano Vaccinale vuole garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni, l’accesso ai servizi e la disponibilità dei vaccini, a questo proposito prevede anche azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e con bassa copertura. Nel nostro Paese il farmacista svolge un ruolo di consulenza: viene impegnato in attività di promozione come la distribuzione di volantini e la partecipazione a campagne di immunizzazione. Tuttavia le vaccinazioni non possono essere somministrate in farmacie o da farmacisti e questi ultimi non hanno accesso ai record di vaccinazione. Un peccato perché, come evidenzia la Federazione internazionale farmaceutica, una persona su otto potrebbe essere vaccinata utilizzando la rete territoriale delle farmacie. La figura del farmacista potrebbe dunque essere impiegata maggiormente, tanto da svolgere un ruolo chiave e contribuire più attivamente ad aumentare la copertura vaccinale. In quella direzione si stanno muovendo numerosi Paesi, nei quali la vaccinazione è autorizzata in farmacia e può essere effettuata da farmacisti appositamente formati o da altri operatori sanitari abilitati. I risultati dell’iniziativa paiono decisamente incoraggianti. In Portogallo, dal primo anno di sperimentazione del servizio, circa il 40% di tutti i vaccini contro l’influenza venduti vengono somministrati nelle farmacie. Negli Usa i tassi di vaccinazione sono più che raddoppiati in dieci anni nei giovani adulti. L’accessibilità e la distribuzione delle farmacie di comunità le rendono infatti il primo punto di contatto con i pazienti, fornendo un’eccellente opportunità per ampliare i punti di contatto con il pubblico. Un altro grande vantaggio è dato dall’orario di apertura prolungato: una comodità per i lavoratori e per le persone che hanno difficoltà a raggiungere i centri vaccinali come quelle che abitano in luoghi rurali.

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