Cosmetica Italia: per la ripartenza servono internazionalizzazione, digitale e sostenibilità

Cosmetica Italia: per la ripartenza servono internazionalizzazione, digitale e sostenibilità

Il settore cosmetico nazionale conta 10,6 miliardi di fatturato, che salgono a 33,2 se si considera l’intera filiera, con 36.000 addetti diretti, che arrivano a 400.000 con l’indotto; oltre 4,1 miliardi di export e una bilancia commerciale del valore di 2,3 miliardi. Un mercato interno prossimo ai 9,8 miliardi. Questi i numeri emersi nella assemblea pubblica di Cosmetica Italia svoltasi a Cosmofarma 2021: i dati di un comparto che, nonostante le inevitabili conseguenze della pandemia, ha saputo dimostrare resilienza e che adesso punta sulla ripartenza.

Nel 2022 parte la Milano Beauty Week

«Se da una parte “ripartenza” è la parola chiave del momento, tre sono gli imperativi: internazionalizzazione, digitalizzazione e sostenibilità», ha dichiarato Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia. «L’internazionalizzazione per un comparto come il nostro che esporta il 40% della produzione è un aspetto imprescindibile dello sviluppo del business: bisogna puntare sulla promozione del Made in Italy. La trasformazione digitale dei processi produttivi e di business è una leva strategica perché l’Italia agisca da protagonista. Parallelamente i temi della sostenibilità e della transizione ecologica mantengono un ruolo imprescindibile nelle strategie future; per questo sarà importante favorire investimenti ecologici in linea con le necessità del settore. La transizione ecologica riguarderà i processi produttivi e le materie prime, ma anche una informazione ai consumatori perché smaltiscano correttamente e in modo consapevole i rifiuti cosmetici».

In Europa il nostro Paese è il quarto sistema economico della cosmetica dopo Germania, Francia e Regno Unito. Le donne impiegate nel settore rappresentano il 54% degli addetti ai lavori (circa 19.000), quasi il doppio della media dell’industria manifatturiera, ferma al 28%. I laureati totali sono pari all’11% degli occupati, contro una media nazionale del 6% e le donne laureate sono circa il 45% dei laureati nel settore. Oltre agli specializzati in chimica farmaceutica e cosmetologia, sono numerosi gli addetti formati in economia e marketing di canale. In Italia le imprese della cosmesi investono circa il 6% del fatturato per l’innovazione e la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo, contro una media nazionale stimata attorno al 3%. Il comparto cosmetico italiano vanta, inoltre, un importante primato nella produzione di make- up: il 55% dei prodotti da trucco consumati nel mondo è fabbricato in Italia, cifra che sale al 67% a livello europeo.

«Una novità del 2022, sarà la prima Milano Beauty Week, una ideale prosecuzione del Cosmoprof Worldwide che tornerà a Bologna dal 10 al 14 marzo 2022», ha annunciato Ancorotti «Infatti, dal 15 al 21 marzo, Milano si trasformerà nella città hub della cosmesi, grazie anche al supporto delle istituzioni coinvolte a vario titolo». Un ricco programma di attività esperienziali e convegni, organizzati da Cosmetica Italia, in partnership con Cosmoprof Worldwide ed Esxence, nelle vie e nelle piazze della città, e negli spazi commerciali.

Tornando ai numeri del comparto, nel 2020, il fatturato dell’industria cosmetica in Italia è stato di 6,488 miliardi di euro, di cui 932 milioni in farmacia, in calo dell’8,7% sul 2019, ma la proiezione 2021-2020 vede una nuova crescita del 6,7%, come si legge nei dati elaborati del Centro studi e Cultura d’impresa. Anche il fatturato del settore nella vendita in farmacia è sceso del 3,5%, ma tornerà a crescere del 3,3% nel 2021-2022. Secondo le previsioni di mercato del Centro Studi, nel 2022 la cosmetica nelle farmacie tornerà alla dimensione del mercato pre-Covid, grazie a una crescita del 2% nel 2021-2022 e di un altro 2,1% nel 2022-2023.

Tra i cosmetici che si vendono di più in farmacia, al primo posto c’è la cura del viso con un valore di 265,7 milioni di euro nel primo semestre del 2021, seguita da cura del corpo (241,3 milioni) e igiene del corpo (132,4 milioni nel periodo). Ma il cambiamento è ancora in corso: il 66% dei consumatori ha cambiato il modo di fare acquisti a seguito della pandemia e l’88% continuerà a rivederlo anche nel 2021. Quindi le previsioni per il post pandemia vedono un e-commerce integrato, il materiale riciclato, il made in Italy e il green tra i trend trainanti il mercato, l’attenzione alla cura e alla pulizia della persona con il permanere dell’attitudine a disinfettarsi le mani, la crescita dei piccoli attori del mercato, l’afflusso a punti vendita specialistici di categoria e forse una polarizzazione di consumi o strategia promozionali.

Secondo Cosmetica Italia la farmacia, dunque, può ripartire anche grazie ai prodotti di cosmetica e al desiderio del consumatore di tornare a comprare di persona, di vedere e provare, e grazie alla necessità di cura di sé dal punto di vista dell’igiene, ma anche della bellezza.

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