Cosmetici, crescono gli acquisti multicanale e l’influenza dei social media, Instagram in primis

Cosmetici, crescono gli acquisti multicanale e l’influenza dei social media, Instagram in primis

Gli italiani, e con loro quella parte di mondo dove le vaccinazioni accelerano, si riappropriano gradualmente dei ritmi e delle consuetudini pre-pandemia. Ma alcune abitudini sembrano destinate a rimanere con noi, anche mentre il Covid allenta la sua morsa. Tra queste, per ora, il maggior tempo dedicato alla cura di sé, in senso estetico. Lo dimostra una recente survey condotta da Toluna, piattaforma di consumer insights sul mercato. Secondo i suoi dati, infatti, il 66% degli italiani – sia uomini che donne – dedica alla cura di se stessi tra i 10 e i 30 minuti della propria giornata. E per il 41% degli intervistati, le abitudini di acquisto beauty si sono modificate con la pandemia.

E-commerce e social media

I dati presentati sono stati ottenuti grazie a un sondaggio di opinioni tramite interviste online condotte su panel di oltre 1.000 individui, rappresentativi della popolazione online italiana con almeno 18 anni. Tra i motivi per cui gli intervistati dichiarano di dedicare del tempo alla cura di sé, il piacere personale (56%) è al primo posto. Tra gli intervistati, gli uomini dichiarano una particolare attenzione all’estetica: il 20% lo fa per sentirsi più bello (contro il 18% delle donne), mentre il 13% per apparire più giovane (contro il 9% delle donne).

Tra i canali di acquisto dei prodotti beauty, se prima si prediligeva lo store fisico – dove poter testare i prodotti – a oggi è maggiore la propensione agli acquisti online. Il 33% dichiara che prima acquistava solo in store e ora lo fa anche online. Tra le motivazioni: la presenza di maggiori offerte e promozioni (48%); più praticità e comodità (48%); prezzi inferiori (43%); l’elevato risparmio di tempo (40%). Tra i negozi virtuali conquista il primo posto il marketplace (52%), seguito dal multimarca (24%), per esempio Sephora, e dalle farmacie online (13%).

Secondo gli intervistati, il canale migliore, per scoprire le novità del settore sono i social network (45%), sia attraverso i profili dei brand (25%) sia quelli dei beauty influencer (20%). Il canale social a cui si rivolgono di più è Instagram (31%), piattaforma preferita soprattutto dalla generazione Z (45%), mentre al secondo e al terzo posto troviamo rispettivamente Facebook (26%) e Youtube (22%). Solo il 12% non usa i social. Tra i contenuti social più visualizzati le immagini sono sempre al primo posto (46%). In forte ascesa i video più brevi con tips beauty (39%), mentre i tutorial iniziano a perdere terreno soprattutto tra gli under 35. Emerge così una chiara preferenza per una comunicazione più rapida e diretta.

Dalla survey emerge che gli intervistati considerano ancora come influencer più affidabile e trasparente il consumatore finale. Infatti, le recensioni online hanno il 30% delle preferenze, mentre influencer e beauty guru raggiungono solo il 7%.

In termini di relazione brand-consumatore”, invece, è estremamente apprezzata l’email marketing (34%) probabilmente perché capace di trasmettere quel senso di esclusività e immediatezza proprio della comunicazione one-to-one.

Sul fronte, infine, della consulenza, tra gli strumenti valutati più utili dai rispondenti primeggiano le Faq (35%), seguite dai consigli tramite chat diretta (34%) o online con un esperto (32%). Poco successo invece per l’Intelligenza artificiale, con solo il 17% delle preferenze.

Ancorotti confermato alla guida di Cosmetica Italia

Intanto, a guidare il mondo della cosmetica sarà ancora Renato Ancorotti, confermato presidente di Cosmetica Italia, Associazione nazionale delle imprese cosmetiche, fino al 2024. «Inizio questo mio secondo mandato con una parola d’ordine: ripartenza. Ripartiremo come associazione, attuando una consistente riorganizzazione del nostro sistema e delle risorse, per essere sempre più orientati al futuro e pronti ad accogliere le sfide di domani. Ripartiremo come settore, puntando su tre imperativi del nostro tempo: sostenibilità, internazionalizzazione, digitalizzazione», ha commentato Ancorotti.

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