E-Commerce, 160 milioni di pacchi spediti nel primo trimestre del 2023: il 16% sono prodotti Health&Beauty

E-Commerce, 160 milioni di pacchi spediti nel primo trimestre del 2023: il 16% sono prodotti Health&Beauty

Sono 160 milioni i pacchi spediti come risultato di acquisti online nel primo trimestre del 2023. A trainare il volume delle spedizioni eCommerce italiane sono gli acquisti in ambito Fashion&Sport, categoria merceologica alla quale appartiene quasi un quarto dei prodotti spediti, seguita da Informatica ed Elettronica e Health&Beauty.

La maggior parte delle spedizioni eCommerce ha riguardato il Nord Ovest dell’Italia (27,1%); seguono il Nord Est con una quota del 20,6%, il Centro con 18,9% e il Sud Italia con l’23,2%; le Isole detengono la quota minore, con 16 milioni di pacchi ricevuti (10,1%). In media, i resi rappresentano una quota pari al 5,4% sul totale delle spedizioni eCommerce.

Si tratta delle principali evidenze del fenomeno fotografate dalla nuova ricerca Delivery Index”, realizzata da Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale in Italia, che ha monitorato mensilmente i volumi delle spedizioni eCommerce in Italia e analizzato le esigenze e i comportamenti dei consumatori online destinatari dei pacchi.
La ricerca, che avrà pubblicazione periodica, punta a raccogliere e integrare i dati di diversi operatori del settore, a partire da Poste Italiane che ha collaborato a questa prima edizione, e verrà presentata ufficialmente al pubblico nella giornata di apertura di Netcomm Forum, presso l’area Netcomm Academy, mercoledì 17 maggio alle ore 15:30.

«Negli ultimi anni, l’assenza di informazioni sui movimenti di pacchi generati dagli acquisti online degli italiani ha costituito un ostacolo alla piena comprensione del mercato nazionale. ll Delivery Index è la prima ricerca in Italia a promuovere la condivisione di dati sulle spedizioni eCommerce tra gli operatori del settore, fattore cruciale per ottenere risultati rappresentativi dell’intero mercato eCommerce italiano», ha commentato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, che prosegue: «Una delle prime evidenze che emergono da questi dati è, per esempio, la stretta relazione tra la scelta dei consumatori rispetto alla modalità di consegna e la capillarità dei punti di ritiro – più fitta nei centri urbani maggiormente abitati. Questa frattura tra grandi città e piccoli centri nella possibilità di accedere a diverse opzioni di consegna evidenzia la necessità di incentivare lo sviluppo di accordi e infrastrutture per la realizzazione di punti di ritiro su tutto il territorio, che portano benefici sia economici sia ambientali. Infatti, da una parte, sono essenziali per venire incontro alle diverse esigenze dei clienti dando così un ulteriore impulso alla crescita del commercio multicanale; dall’altra, le spedizioni in un punto di ritiro consentono di raggruppare un maggior numero di ordini in un’unica consegna, ottimizzando il numero di viaggi e diminuendo, di conseguenza, il consumo di carburante».

I volumi delle spedizioni eCommerce nel primo trimestre dell’anno in Italia

Su 160 milioni di pacchi spediti nei primi tre mesi dell’anno, la maggior parte è stata consegnata nel Nord Ovest dell’Italia (27,1%); seguono il Nord Est (20,6%), il Centro (18,9%) e il Sud Italia (23,2%); le Isole detengono la quota minore delle spedizioni eCommerce, con 16 milioni di pacchi ricevuti.
Se si considerano in maniera aggregata le spedizioni di prodotti di abbigliamento, sport e accessori (Fashion&Sport), esse rappresentano la quota maggiore (il 23%) sul volume totale delle spedizioni eCommerce. L’informatica e l’elettronica di consumo si piazzano al secondo posto come macro-categoria merceologica, con una quota del 18%, non lontana da quella di Health&Beauty (16%).
“Fanalini di coda” delle spedizioni eCommerce sono l’Editoria, l’Home (arredamento e home living) e il Food&Grocery, tutte categorie che non raggiungono il 10% del volume delle spedizioni derivanti dagli acquisti online.
La quota dei resi sul totale delle spedizioni eCommerce è pari al 5,4%, con valori massimi per Informatica ed Elettronica (9,3%) e minimi per Health&Beauty (2,6%).

Le modalità di consegna: preferenze dei consumatori e tempi medi

L’Home Delivery è la modalità di consegna più frequentemente scelta dai consumatori italiani: quasi l’85% ha ricevuto gli articoli acquistati online a casa (propria o di amici/parenti) o in ufficio, mentre solo il 15% ha usufruito di un punto di ritiro terzo (locker, negozio del brand, ufficio postale o del corriere).
I fattori che determinano la scelta di ritirare il proprio pacco invece di farselo consegnare a casa sono l’età dell’acquirente e le dimensioni del centro abitato: i soggetti con meno di 24 anni e che vivono in una città con più di 100.000 abitanti sono quelli più orientati verso il ritiro delle spedizioni in un luogo terzo.
Il tempo medio di spedizione è 3,5 o 3,3 giorni a seconda che si tratti di una consegna a domicilio o di un ritiro in luogo terzo, per cui non c’è una differenza sostanziale rispetto alla modalità di consegna scelta dal consumatore. È invece la categoria merceologica a determinare un allontanamento rilevante dalla media generale: in particolare, tempi maggiori – tra 4,6 e 4 giorni – sono richiesti dalle spedizioni di Fashion&Sport, mentre gli articoli Food&Grocery vengono spediti in un tempo medio tra 2,4 e 1,9 giorni.
In generale, la soddisfazione media sul servizio di consegna (o ritiro) per le spedizioni eCommerce è molto elevata: i consumatori hanno assegnato in media 9 punti su 10, con valori particolarmente elevati per le categorie Editoria e Health&Beauty.

«Queste prime evidenze, che presenteremo ufficialmente a Netcomm Forum, il prossimo 17 maggio, forniscono già una panoramica utile e un criterio data-driven che può aiutare operatori logistici e merchant a orientarsi nelle decisioni commerciali. Non solo: costituiscono anche un asset importante affinché le istituzioni abbiano gli elementi per valutare gli ambiti che necessitano di maggiori investimenti per garantire uno sviluppo omogeneo del settore del digital retail in tutte le aree del nostro Paese. Questa è la chiave per garantire elevati standard nei servizi ai consumatori e, in ultima analisi, per promuovere la crescita economica e la competitività delle imprese italiane», conclude Roberto Liscia, Presidente di Netcomm.

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