Farsi conoscere (anche) online: il farmacista è un potenziale influencer

Farsi conoscere (anche) online: il farmacista è un potenziale influencer

Il 2020 è stato un anno di svolta per il mondo dell’e-commerce – scrive Netcomm, nel suo Ecommerce Monitor – segnando una crescita del 71% nel secondo trimestre di quest’anno rispetto al periodo precedente e del 55% nel terzo trimestre. La rete è sempre più una piazza virtuale nella quale vendere i propri prodotti, ma non solo. Gli esperti suggeriscono di sfruttarla per fare pubblicità alla propria attività, anche se si tratta di un punto vendita di prossimità come la farmacia.

Farmacista come micro-influencer

I dati sull’e-commerce, raccolti da Salesforce, mostrano come i consumatori siano sempre più inclini ad acquistare beni e servizi online. Secondo le prime stime, nel periodo di Natale gli acquisti online dovrebbero aver raggiunto la quota del 30% sul totale delle vendite, più del doppio rispetto al 2019, in cui la quota si è attestata al 14%.

Il boom dell’e-commerce è stato trascinato dall’incremento dell’età media del consumatore online, che non ha solo favorito i player più importanti, ma ha anche sostenuto i piccoli esercenti locali che, sfruttando i social media, hanno registrato un +104% di acquisto diretto dai canali social. Nel periodo di Natale i piccoli negozi locali hanno, infatti, rispetto alle multinazionali, il vantaggio di avere una copertura ottimale dell’ultimo miglio.

Inoltre, i consumatori di età più avanzata, si sentono più sicuri nell’andare a ritirare i prodotti presso un negozio, per questo utilizzano più di quanto facciano i più giovani il sistema del click&collect, la modalità messa a punto dalle aziende secondo cui l’utente, una volta concluso l’acquisto del prodotto sull’e-commerce, può andare presso un negozio del brand a ritirare il prodotto. Questa modalità facilita le aziende che si occupano di logistica, consentendo di inviare le merci ai negozi fisici piuttosto che capillarmente agli utenti finali.

Anche Nielsen ha raccolto dati sugli atteggiamenti di acquisto online nell’ultimo trimestre del 2020, anno pandemico che ha accelerato la digitalizzazione in tutti i settori, presentati da Lorenzo Facchinotti (Analytic Consultant Manager – Marketing Effectiveness) in occasione della diretta Facebook #4CHIACCHIERECON sulla pagina di Cosmofarma Exhibition, dal titolo “Digital advertising: quali strumenti per catturare il consumatore di tuo interesse?”.

Sono 32,9 milioni gli italiani che accedono a internet ogni giorno, navigando in media per 1 ora e 22 minuti da pc, 2 ore e 16 minuti da smartphone, e un’ora e 17 minuti da tablet. Secondo i dati il 30% dichiara di avere provato nuovi prodotti negli ultimi tre mesi: per questa platea internet entra nel processo d’acquisto in oltre un terzo dei casi. Se il 21% dichiara di averne visto la pubblicità, il 70% di questi lo ha fatto su internet.

Cresce anche la fiducia negli influencer: il 66% di chi dice di seguire almeno un influencer, ripone fiducia in queste figure.

Ma chi sono gli influencer? «Potenzialmente tutti coloro che sono sui social» spiega Facchinotti, «ma possiamo distinguere i macro-influencer, seguiti da centinaia di migliaia di persone, dai micro-influencer. Quest’ultimi hanno una rete contenuta di contatti, ma con una forte fiducia; in questo ultimo gruppo possono collocarsi i farmacisti che volessero sfruttare i social come strumento di marketing». Si può infatti dire che il farmacista di prossimità sia un influencer della sua clientela off-line, che quindi può pensare di spostare questa capacità anche nel web. Gli italiani, infatti, utilizzano il digitale anche per la propria salute: per seguire tutorial sportivi, per acquistare prodotti di benessere o per cercare informazioni. Il 26,5% ha fatto esercizio fisico seguendo tutorial online, mentre il 54,8% ha utilizzato almeno una applicazione per monitorare il proprio stato di salute o fare attività sportiva. Ha acquistato prodotti farmaceutici online il 33%; il 46% ha cercato informazioni su disturbi e malattie: di questi solo il 16% si dice pienamente soddisfatto dell’esperienza avuta, il 67% dice che cercherà informazioni sui disturbi in futuro. Infine, interessante il dato sui videoconsulti medici: il 29% degli intervistati ne ha effettuato almeno uno nel 2020 e il 22% di questi si ritiene molto soddisfatto del servizio.

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