Netcomm: digital marketing sempre più centrale per le aziende, la sfida gli investimenti e competenze, il target la Generazione Z

Netcomm: digital marketing sempre più centrale per le aziende, la sfida gli investimenti e competenze, il target la Generazione Z

Secondo gli esperti con la pandemia l’e-commerce ha fatto un balzo in avanti di 5 anni, si moltiplicano gli strumenti digitali-dalle newsletter alle sponsorizzazioni sui social- e il marketing digitale assume un ruolo sempre più strategico per le aziende. Per questo Netcomm, il consorzio del commercio digitale italiano, ha voluto indagare il rapporto tra i principali attori italiani dell’e-commerce e alcune delle principali dimensioni del digital marketing, con particolare attenzione per una fascia di consumatori, quella della generazione Z, che si affaccia adesso sul mercato, ma che sarà centrale nel prossimo futuro.

Capacità e competenze

La ricerca si basa su un campione di 41 e-commerce selezionati che rappresentano un panel indicativo della composizione dell’e-commerce italiano: il 15% sono aziende solo e-commerce, mentre l’85% delle aziende del campione ha attivi anche i canali tradizionali. Il quadro complessivo che emerge dalla ricerca mostra un digital marketing in crescita in azienda per ruolo e per investimenti.

Il digital marketing in generale alle aziende piace e genera soddisfazione, con risultati migliori per le imprese con le maggiori capacità e competenze, non necessariamente quelle con i budget maggiori: dai risultati appare chiaro che lo sviluppo delle competenze interne è una assoluta priorità.

Al tempo stesso, dalla ricerca emerge che, a partire dalla consapevolezza dell’enorme quantità e complessità di canali, contenuti, approcci e tecnologie, la sfida del digital marketing per i prossimi anni è, quindi, ottenere più budget e più investimenti, seguita dal bisogno di sviluppare le competenze e il team di digital marketing. Per quanto riguarda la gestione del digital marketing, il 40% delle aziende intervistate è sostanzialmente autonoma, mentre il 22% lo affida in gran parte o del tutto esternamente, il 37% ha una gestione mista. I canali di digital marketing più utilizzati – da oltre l’80% del campione – sono risultati i social con le proprie pagine, il keyword adv nei motori di ricerca e l’e-mail marketing con il proprio database.

Un capitolo della ricerca è dedicato alla generazione Z, quella composta dai nati tra il 1997 e il 2012 e quindi da persone che hanno oggi tra i 10 e i 25 anni. Si tratta di una generazione che costituisce già oggi una quota importante degli acquisti e delle decisioni di acquisto: rappresenta oggi uno dei target chiave e lo sarà per i prossimi vent’anni. L’Italia è, tuttavia, un Paese particolarmente anziano e la Gen Z costituisce una percentuale di popolazione limitata rispetto ad altri Paesi, per esempio quelli asiatici. La caratteristica principale è che i ragazzi della generazione Z «sono sempre connessi, si sentono onnipotenti sul fronte digital, ma spesso inadeguati nelle relazioni umane. Gestire le relazioni sociali è una guerra e il loro look è la loro armatura. Non hanno paura di nessuna cosa sul fronte tecnologico o digital ma spesso si sentono inadeguati nella gestione dei rapporti. E gli ultimi anni di pandemia sicuramente non hanno aiutato» ha spiegato Alessia Scarpocchi, Digital Strategies Director di Aboca Group, in occasione della presentazione della ricerca. Inoltre, ha aggiunto Scarpocchi, «è la prima generazione veramente globale». Ha atteggiamenti diversi dai millennial: più attese verso i brand e le loro esperienze di acquisto, maggiore imprenditorialità, intraprendenza, più voglia di fare, creare e lasciare il segno rispetto alla generazione precedente. Infine, è particolarmente sensibile ai temi ambientali: pensiamo a Greta Thunberg, icona globale della Generazione Z.

Dalla ricerca emerge che il digital marketing deve quindi affrontare le spinte che arrivano dalla Generazione Z che non interessano solo il marketing, il linguaggio della comunicazione e le piattaforme social di riferimento, ma anche i processi di sviluppo prodotto data driven e l’intera supply chain, chiamata a offrire prodotti sempre più personalizzati, e le modalità di gestione delle tecnologie digitali, in particolare la martech  – termine che indica l’unione di marketing e technology, e che rappresenta l’insieme dei software utili a gestire e analizzare i dati per il digital marketing – per offrire esperienze video velocissime, interattive e personalizzate.

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