Pet, aumentano le adozioni e il giro d’affari

Pet, aumentano le adozioni e il giro d’affari

La pandemia da Covid-19 ha contribuito a far aumentare l’attenzione per gli animali d’affezione: l’Ente nazionale protezione animali ha registrato un incremento del 15% di adozioni rispetto all’anno precedente proprio nella fase acuta dell’emergenza sanitaria nel 2020.

Un dato confermato anche da una ricerca commissionata da Assalco, (Associazione nazionale tra le imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia), secondo cui il 33% di chi possiede uno o più pet ne ha acquistato o adottato almeno uno nell’ultimo anno e mezzo, ovvero dopo lo scoppio dell’emergenza sanitaria.

Tutto questo si traduce in un fatturato complessivo del settore alimentazione di cani e gatti di 2,4 miliardi di euro, pari a un incremento di fatturato dell’8%.

Una scelta trasversale dal punto di vista sociodemografico

L’indagine – inclusa nella XIV edizione del Rapporto annuale Assalco-Zoomark, realizzata con l’obiettivo di indagare il nuovo rapporto uomo-pet – ha evidenziato come il possesso degli animali d’affezione sia un fatto trasversale e non limitato a uno specifico gruppo sociodemografico, se non per il genere: oltre l’80% di chi ha risposto di avere un pet è infatti donna.

L’età è abbastanza eterogenea, con un picco del 27% nella fascia compresa tra i 45 e i 54 anni, ed è equamente ripartito il domicilio dei rispondenti, che nel 30% dei casi vivono nelle regioni del Nord-Ovest. Quasi la metà (49%) risiede in centri urbani con meno di 40.000 abitanti, il 55% vive in appartamento in condominio e il 35% ha un nucleo familiare composto da due persone.

Durante il periodo pandemico, il pet è stato per molti proprietari uno dei pochi soggetti, se non l’unico, con il quale avere un contatto “reale” in un contesto di relazioni prevalentemente virtuali. Tra i benefici riconosciuti ai pet, i rispondenti della ricerca citano il fatto che gli animali d’affezione alleviano lo stress e le tensioni quotidiane (70% delle preferenze), mettono allegria (61%), contribuiscono a unire la famiglia (41%).

«In tempo di pandemia gli italiani hanno apprezzato ancora di più il grande valore degli animali da compagnia, che in alcuni casi si è rivelato essere l’unico contatto fisico possibile, interagendo maggiormente con i propri pet e volendoli gratificare con alimenti e accessori studiati apposta per le loro esigenze», ha commentato Gianmarco Ferrari, presidente di Assalco.

Secondo i dati elaborati da IRI Information Resources, nell’anno terminante a giugno 2021, in Italia il mercato dei prodotti per l’alimentazione di cani e gatti ha sviluppato nei canali principali un giro d’affari pari a 2,3 miliardi di euro, in crescita del 6,4% a valore rispetto all’anno precedente. Sommando a questo dato il valore generato dai canali emergenti, tra cui Petshop Gdo e le vendite online (gruppi della Gdo e Amazon), il fatturato complessivo è stato di 2,4 miliardi di euro, pari a un incremento del fatturato dell’8%. Il segmento degli alimenti per i piccoli animali da compagnia ha visto nell’anno terminante a giugno 2021 un fatturato di poco superiore ai 12 milioni di euro presso ipermercati e supermercati. L’aumento della popolazione degli animali d’affezione e il maggior tempo trascorso con il proprio pet durante la pandemia ha sostenuto la crescita dei prodotti per l’igiene e i giochi.

Le rilevazioni Iri presso la Grande distribuzione organizzata hanno confermato un giro d’affari di 75 milioni di euro nell’anno terminante a giugno 2021. Le lettiere per gatto, rilevate separatamente, hanno sviluppato nello stesso canale un fatturato di oltre 78 milioni di euro.

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