Come cambierà il mondo della farmacia con l’introduzione della ricetta elettronica “bianca”?

Come cambierà il mondo della farmacia con l’introduzione della ricetta elettronica “bianca”?

Sono molte le questioni ancora aperte che riguardano l’introduzione del nuovo decreto MEF del 30/12/2020 “Ricetta elettronica per i farmaci non rimborsabili”, ma è indubbio l’impatto che avrà sulla farmacia, a livello di traffico e di vendite, nonché sul mondo dell’industria.

Hanno fatto il punto sulle potenziali implicazioni del decreto Agostino Grignani, consulente strategico di New Line Ricerche di mercato, amministratore di Hexante ed esperto di sanità digitale e Simone Nucci, direttore commerciale di New Line Ricerche di Mercato, nel webinar che si è tenuto mercoledì 3 marzo “Farmacia 2021: L’evoluzione del traffico dopo i provvedimenti sulla ricetta elettronica per i farmaci non rimborsabili”.

Il nuovo decreto, di fatto operativo da fine gennaio, introduce diverse novità a partire dal livello di interazione tra medico e paziente e tra paziente e farmacia.

Ricorda Grignani: «È del 2011 l’introduzione della ricetta dematerializzata per i farmaci rimborsabili. Da allora si sono susseguiti provvedimenti di vario tipo, come quello che alcuni anni dopo ne estendeva la validità su tutto il territorio indipendentemente dal medico prescrittore e dalla regione, fino al decreto più recente. Nel panorama legislativo è molto importante il provvedimento del 2019 con l’introduzione della ricetta elettronica veterinaria e poi naturalmente l’ordinanza della Protezione Civile del marzo 2020, connessa all’emergenza Covid, che ha semplificato la ricetta elettronica per i farmaci rimborsabili».

Come funzionerà la ricetta elettronica per i farmaci di fascia C? «Attualmente, in fase ancora emergenziale, per le ricette rimborsabili, sono previsti diversi modelli di comunicazione digitali medico-paziente, il semplice invio del codice NRE via sms o WhatsApp, o la possibilità di un promemoria pdf tramite e-mail. Di fatto non è contemplata la comunicazione diretta paziente-farmacia anche se nella realtà, in questo periodo impattato dalla pandemia, molte volte i cittadini, , hanno inviato mail con allegato o NRE in situazioni di emergenza.  Anche per la ricetta bianca elettronica, in questa fase emergenziale adotterà gli stessi flussi».

L’innovazione più importante riguarderà la situazione a regime, continua Grignani: «Il decreto prevede infatti che il cittadino, tramite un portale dedicato, possa richiedere l’utilizzo del promemoria selezionando la farmacia in cui intende acquistare il farmaco. Si tratta della prima volta in cui il cittadino può scegliere su di una piattaforma digitale  una farmacia di riferimento. Inoltre il decreto permette al cittadino di sottolineare la richiesta di consegna a domicilio, sebbene la farmacia dovrà esaudire la richiesta solo laddove possibile.

Ma oltre alle novità che riguardano i flussi, c’è anche un tema di interlocutori: «in questa dinamica subentra un nuovo interlocutore e cioè lo specialista che può emettere elettronicamente la ricetta bianca per prodotti di fascia C. E questo può avere un impatto importante sulla scelta della farmacia di riferimento, che potrebbe non privilegiare più quella più vicina allo specialista». Non c’è però un obbligo di passaggio immediato alla ricetta elettronica, per cui le ricette bianche cartacee convivranno con quelle elettroniche, soprattutto per gli specialisti, poco dotati di sistemi informatici gestionali.

 

 

 

Tutte queste novità relative al decreto si introducono in uno scenario, quello della farmacia, già in rapidissima evoluzione, come sottolinea Simone Nucci: «stiamo vivendo una fase di profondo cambiamento, che era già in nuce ma che è stato enfatizzato dal Covid. Mi riferisco alla flessione del traffico, ormai costante da anni (in sei anni abbiamo perso il 15% degli utenti della farmacia), all’acquisto digitale e ad altri cambiamenti invece più strettamente riconducibili al Covid, che ha rivoluzionato l’andamento di alcuni mercati, alcuni impattati in maniera negativa come la dermocosmesi e altri beneficiati, come quello delle vitamine e dei prodotti per l’insonnia».

Specifica Nucci: «Se guardiamo ai numeri complessivi, nel 2020 tutto sommato vediamo una flessione del fatturato del -2,2%, con un farmaco Rx leggermente sotto media e un commerciale stabile soprattutto grazie all’effetto dei DPI.Ma dietro a questi numeri apparentemente abbastanza stabili si nascondono importanti novità: i nostri dati ci dicono che si tende ad andare in farmacia sempre meno ma ad acquistare più confezioni. E il fatto che si entra meno nel punto fisico ha un impatto sugli acquisti congiunti. L’introduzione della ricetta elettronica bianca riguarderà i prodotti di automedicazione otc e sop ma non gli integratori ed è facile immaginare che un accesso facilitato a prodotti di fascia C possa innescare competizioni con gli integratori e altri mercati.

Continua Nucci: «Questo è un tema di mercato, ma c’è anche un tema territoriale, di geografia: quali sono le conseguenze se il paziente non si reca più nello studio medico ma comunica digitalmente? Anche dopo il lockdown, il modello della prossimità medico-farmacista è sicuramente una geografia che va rivista, una pagina nuova da approfondire che avrà conseguenze importanti».

Aggiunge Grignani: «È molto probabile che in un prossimo futuro,  con l’evoluzione della telemedicina, un videoconsulto con lo specialista avrà lo stesso valore di una visita rendendo ancora meno rilevante la prossimità tra prescrittore e farmacia».

Ma se la prossimità è un concetto tutto da riscrivere, così come gli acquisti cross selling, e tutto quello che riguarda la consegna a domicilio, sul piatto delle novità c’è anche il tema della fedeltà a una singola farmacia può essere molto aumentato dal meccanismo di scelta della farmacia nel sistema a regime della ricetta bianca.

Nelle valutazioni rientra anche il cambiamento dei modelli dei generatori di traffico e le dimensioni delle farmacie, monitorati da New Line, come precisa Nucci: «il 2020 così anomalo ha penalizzato le grandi farmacie posizionate in zone ad alto traffico, per esempio vicino alle stazioni, rispetto a quelle più piccole e di prossimità. Una situazione non dissimile alla grande distribuzione che ha sfavorito le grandi superfici. La situazione è un po’ cambiata nel secondo semestre dell’anno ma, anche quando usciremo del tutto dalla pandemia, si lavorerà molto in smart working e questo impatterà sui generatori di traffico»

Il mondo dell’industria nei prossimi mesi dovrà valutare molto attentamente le nuove geografie territoriali, il trend del mercato di fascia C, la competizione farmaco con ricetta versus farmaco di automedicazione, la supply chain e in questo nuovo contesto diventa fondamentale l’utilizzo del dato di sell out.

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