Digitalizzazione in sanità: una rivoluzione per il Servizio sanitario nazionale

Digitalizzazione in sanità: una rivoluzione per il Servizio sanitario nazionale

In Italia la digitalizzazione sanitaria prima della pandemia era programmata come un processo graduale e coerente con la crescita dell’empowerment digitale della società nel suo insieme. Ora, grazie all’impulso dato dal Covid-19 e dal conseguente Pnrr, sarà per necessità un processo più veloce, una trasformazione destinata a ridisegnare il settore dell’healthcare e dare un impulso alla modernizzazione del Servizio sanitario nazionale. Di questa sfida si è parlato in un convegno che si è tenuto alla Camera dei deputati, in cui si sono confrontati Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, Andrea Mandelli, vice presidente della Camera dei deputati e presidente della Fofi e Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, oltre a Gianluca Polifrone, esperto del settore che ha seguito la nascita dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).

Telemedicina e accessibilità delle informazioni

«Disponibilità di tutte le informazioni sanitarie sempre e ovunque, accessibilità alle informazioni sanitarie da qualsiasi terminale abilitato, completezza informativa e standardizzazione dei formati sono solo alcuni dei vantaggi derivanti dalla digitalizzazione dei processi sanitari», ha spiegato Palù. «L’abbinamento di maggiore efficienza e risparmio consente una redistribuzione delle risorse anche in termini di ricerca e sviluppo». Per questo la trasformazione digitale rappresenta lo strumento che l’Italia ha a disposizione per restare competitiva nel contesto internazionale. «In che modo? Attraverso la volontà di stanziare investimenti mirati nel campo della digital health, monitorandone i risultati per spingere il progresso tecnologico-scientifico a un livello superiore e disegnare così un modello differenziante e sempre più innovativo del nostro Ssn».

«La sanità digitale è vittima di una mancata visione sistemica del settore, necessaria per dare l’impulso giusto alla modernizzazione», ha sottolineato Gianluca Polifrone, autore del volume “Sanità Digitale: inizia la rivoluzione? Riflessioni sulla sanità che vorrei” (appena pubblicato dalle Edizioni Lswr), che prende in esame gli strumenti digitali a disposizione del Ssn: telemedicina, Fascicolo sanitario elettronico, empowerment digitale del cittadino, Patient support program e Digital therapeutics, che sono strumenti indispensabili per facilitare i percorsi terapeutici e migliorare l’aderenza alla terapia delle cronicità.

Infine, la Real World Evidence e i big data per il progresso di ricerca e cura, che offrono la possibilità di incrementare interventi di telemedicina, di analizzare big data, di gestire in maniera efficace il problema della privacy e la necessità di riorganizzare i processi di gestione sanitaria, grazie all’informatizzazione.

Mandelli ha voluto invece porre l’accento sulla digitalizzazione, ma anche sul tema della prossimità: «La pandemia ha accelerato notevolmente il nostro rapporto con la digitalizzazione. Il Fse, integrato dal dossier farmaceutico è una modalità reale per essere a fianco del paziente che necessita di prossimità. Purtroppo, la fragilità del territorio si è spesso fatta sentire e troppe volte non siamo riusciti a filtrare le problematiche: diventa fondamentale puntare sulla riforma territoriale con il Dm 71. Dobbiamo aumentare la capacità di fare rete e continuare a mettere al centro della nostra azione sanitaria il paziente: solo attraverso una cooperazione virtuosa potremo fornire una risposta migliore al cittadino».

Infine, il ministro Gelmini ha ribadito l’importanza del dialogo tra Stato e Regioni e la necessità di investire per continuare a guidare la transizione digitale: «Stiamo guidando una transizione digitale che dobbiamo concretizzare: è necessario un dialogo forte e virtuoso tra Stato e Regioni, così come appare dispensabile rendere omogenei i diritti a livello nazionale. Il digitale va implementato anche e soprattutto nei territori più marginali, proprio dove l’affermazione della telemedicina e il potenziamento del Fse sono strumenti essenziali».

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