FarmacistaPiù, Speranza: un rilancio del Servizio sanitario nazionale nel segno della prossimità

FarmacistaPiù, Speranza: un rilancio del Servizio sanitario nazionale nel segno della prossimità

La pandemia da Covid-19 ha messo in luce l’impegno, il lavoro e il ruolo sociale della farmacia: ora i farmacisti chiedono che questo venga riconosciuto dalle istituzioni e si traduca in una farmacia presidio polifunzionale quale componente centrale dell’assistenza sul territorio.

Queste le conclusioni di FarmacistaPiù, il congresso nazionale dei farmacisti, un confronto di tre giorni (dal 20 al 22 novembre 2020) in digitale per rispettare le regole di prevenzione del contagio, ma con un dibattito di alto livello scientifico, e una grande partecipazione, in remoto, dei professionisti italiani.

L’importanza della prossimità e il ruolo della distribuzione

«Credo che la pandemia abbia messo in luce il lavoro nascosto che da sempre i farmacisti svolgono nella tutela della salute, nell’ospedale come nelle farmacie e negli esercizi di vicinato», ha affermato Andrea Mandelli, presidente della Fofi. «In questa tre giorni di lavori è stata messa a fuoco l’opera dei farmacisti durante la fase più acuta della crisi per assistere i cittadini, avviando nuovi servizi nelle farmacie, impedendo che la chiusura generale del Paese comportasse un’interruzione dell’accesso al farmaco e della prosecuzione delle cure. Essere riusciti a esprimere tutto questo nel nostro congresso è un grande risultato il cui merito va condiviso con la Fondazione Cannavò e il suo presidente Luigi D’Ambrosio Lettieri, con Federfarma e il suo presidente Marco Cossolo, con Utifar e il suo presidente Eugenio Leopardi».

Se le farmacie non hanno mai chiuso è anche grazie ai distributori intermedi, che hanno garantito continuità nella consegna dei farmaci e prodotti alle farmacie. «Questo è stato possibile declinando il nostro lavoro a tre livelli. Come primo punto abbiamo garantito la continuità della filiera distributiva, realizzando in tempi brevi la compartimentazione del personale, protezione delle persone, sicurezza nell’ambiente di lavoro», ha spiegato Francesca Rauzi, vice presidente di Unifarm, nell’incontro dal titolo “Le aziende dei farmacisti e la distribuzione durante l’emergenza Covid-19: il nostro supporto alla farmacia italiana». «Abbiamo poi garantito disponibilità di prodotti e servizi per l’operatività delle nostre farmacie, infine abbiamo dato sostegno commerciale e finanziario».

Il confronto con i decisori politico-sanitari e con i rappresentanti dei cittadini ha toccato anche il futuro della professione e del ruolo della farmacia. «Prossimità. Dobbiamo usare meglio questa parola e mettere in contatto le esigenze del cittadino e il Sistema sanitario nazionale. Ogni farmacista è un’opportunità per essere più prossimo, più vicino, rispetto alle esigenze dei cittadini» ha affermato Roberto Speranza (nella foto), ministro della Salute, intervenuto al congresso nell’incontro “La sanità italiana e i nuovi modelli assistenziali: valutazioni, esperienze e proposte dei farmacisti italiani”. «La riforma del Ssn dovrà avvenire in una fase espansiva. La mia opinione è che di fronte a noi, anche in questi giorni di sfida drammatica, dobbiamo anche guardare all’opportunità che si apre: a una riforma del Ssn in una fase di nuovi investimenti, non di tagli. Dobbiamo avere il coraggio di dire “più risorse sul Servizio sanitario nazionale e più riforme. Il rilancio del Servizio sanitario nazionale deve avvenire a partire dalla parola prossimità, che è la parola dei farmacisti italiani e deve essere una nostra linea guida». Se l’evoluzione del Servizio sanitario si impernia sulla prossimità, la farmacia come presidio polifunzionale sarà una componente centrale dell’assistenza sul territorio: «È un’ evoluzione del nostro ruolo, in sinergia con gli altri professionisti della salute, che la Federazione ha promosso e preparato negli anni e che richiede una forte innovazione del percorso universitario. Su questo aspetto cruciale abbiamo riscontrato una piena sintonia con il ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi», ha aggiunto Mandelli.

Infine, la pandemia impone che si realizzino a breve termine alcune misure che avrebbero un forte impatto sulla gestione della crisi: coinvolgere i farmacisti delle campagne vaccinali e di screening, riportare sul territorio i farmaci che oggi sono distribuiti in Asl e ospedali.

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