Quali strategie stanno mettendo in atto le aziende in l’Italia per affrontare il self-care e l’alfabetizzazione sanitaria e di sviluppare una popolazione più sana, consapevole e attiva? Esperti di industria e associazioni di categoria ne hanno parlato nella tavola rotonda “Self-care, Active Aging e nuovi paradigmi di salute e benessere”, a cura di Haleon, che si è svolta in occasione della seconda Giornata Nazionale di Task Force Italia dedicata ai temi della previdenza complementare, della prevenzione sanitaria, del welfare aziendale e dell’accesso alle terapie innovative. Per New Line Ricerche di Mercato, la tavola rotonda è stata l’occasione per portare le evidenze del proprio osservatorio sull’evoluzione del rapporto delle persone con la salute e del self-care. I dati mostrano una salute sempre più presente nella vita quotidiana, bisogni più specifici e una crescente autonomia delle persone nelle proprie scelte. Una trasformazione che amplia il perimetro del self-care e, allo stesso tempo, rende sempre più centrale il tema dell’orientamento verso scelte appropriate.
Rafforzare la cultura del self-care
Obiettivo della Round table di Haleon è stato favorire il confronto tra decision maker pubblici e privati per individuare nuovi modelli di collaborazione capaci di rafforzare la cultura del self-care, l’automedicazione responsabile e un approccio alla salute maggiormente orientato alla prevenzione. I lavori hanno approfondito il ruolo dell’industria, dell’informazione sanitaria, della Farmacia dei Servizi e delle imprese nella promozione della prevenzione, insieme alle condizioni necessarie per favorire un invecchiamento attivo e in buona salute. «Per effettuare passi in avanti concreti è di fondamentale importanza favorire il confronto tra decision maker pubblici e privati, andando a individuare modelli di collaborazione capaci di rafforzare la cultura del self-care, l’automedicazione responsabile e un approccio alla salute più orientato alla prevenzione. È necessario fare rete sviluppando soluzioni per una popolazione più sana e consapevole» ha dichiarato Marco Dorigo, General Manager Southern Europe e Italia di Haleon, introducendo i lavori.
«I dati che osserviamo mostrano un cambiamento profondo nel rapporto delle persone con la salute. La cura di sé sta uscendo dai suoi confini tradizionali: non riguarda più soltanto la risposta a un disturbo, ma è diventata una dimensione sempre più presente nella vita quotidiana. Stare bene significa avere energia, muoversi senza dolore, preservare lucidità e autonomia nel tempo, in una concezione del benessere che integra sempre più dimensione fisica, mentale e sociale» ha spiegato Vera Majoros, New Business Lead, New Line Ricerche di Mercato. «Questo cambiamento si riflette anche nelle aspettative: le persone cercano prevenzione e longevità, ma allo stesso tempo efficacia, personalizzazione e rapidità. L’innovazione contribuisce ad accelerare questa evoluzione, rendendo possibili percorsi che fino a pochi anni fa non facevano parte dell’orizzonte delle persone. In altre parole, vogliamo stare bene più a lungo, ma vogliamo anche stare meglio prima».
L’automedicazione vale quasi 10 miliardi di euro
I mercati rendono molto concreta questa trasformazione. L’automedicazione monitorata da New Line vale oggi quasi 10 miliardi di euro, oltre tre volte rispetto a vent’anni fa. Ma il dato più significativo non è soltanto la crescita: è l’ampliamento del territorio della salute che le persone sentono di poter gestire direttamente. Un esempio è quello di vitamine, sali e tonici: i mercati individuati sono passati da 12 a 22 in vent’anni. Il self-care, quindi, non è soltanto cresciuto, ma si è progressivamente specializzato, intercettando bisogni sempre più specifici e avvicinandosi anche ai temi della prevenzione e dell’active ageing. A una maggiore autonomia corrisponde però una crescente complessità dei percorsi di scelta. I confini tra canali, prodotti e fonti di informazione sono sempre meno netti: il bisogno può nascere in un luogo, l’informazione arrivare da un altro e l’acquisto avvenire altrove. Il digitale pesa ormai quasi il 40% dei touchpoint anche tra chi conclude l’acquisto offline. Il luogo in cui si acquista, quindi, non coincide necessariamente con quello in cui si forma la scelta. È proprio in questo scenario che orientamento, autorevolezza e credenziali scientifiche acquistano ancora più valore. Più informazioni e più possibilità non producono automaticamente una scelta migliore. La sfida per industria, farmacia, professionisti e istituzioni è accompagnare la crescente autonomia delle persone verso la risposta più appropriata. Perché social e intelligenza artificiale possono contribuire a orientare le scelte, ma la responsabilità di costruire un sistema capace di guidare le persone verso la cura giusta resta agli attori della salute.
Tra i principali spunti chiave emersi, l’esigenza di aumentare il self-care e l’alfabetizzazione sanitaria, sviluppando una policy incentrata su prevenzione, promozione della salute e responsabilizzazione dei cittadini; la necessità di implementare programmi ministeriali e regionali per un nuovo approccio alla salute; puntare su approccio One Health, capace di connettere istituzioni, sistema sanitario, imprese, terzo settore, comunità scientifica e cittadini; favorire percorsi di invecchiamento attivo; pensare alla prevenzione come investimento strategico in grado di rendere sostenibile il SSN.
Ai lavori della tavola rotonda sono intervenuti anche Michele Albero, Federchimica Assosalute; Francesco Macchia, HappyAgeing; Francesca Moccia, Cittadinanzattiva APS; Alfredo Procaccini, Federfarma; Annachiara Annino, Assolombarda; Emanuele Monti, Regione Lombardia; Cristina Rossello, Camera dei Deputati; Ylenia Zambito, Senato della Repubblica; Gian Antonio Girelli, Camera dei Deputati.



