A che punto si trova la tua farmacia nella transizione digitale?

A che punto si trova la tua farmacia nella transizione digitale?

Ogni farmacia si trova in un punto diverso del processo di trasformazione digitale. È possibile misurarlo e perché è importante?

Capire dove si colloca la propria farmacia nel percorso di adozione di tecnologie digitali (come le etichette elettroniche, i sensori intelligenti per misurare il flusso ma anche soluzioni che migliorano i contenuti per comunicare con i clienti) è centrale per individuare la propria attitudine al cambiamento e la propria capacità di adeguarsi alle richieste del mercato.

Come misurare il proprio posizionamento nel processo di transizione digitale:

New Line Digital Signage ha sviluppato con un sistema di automation marketing, un tool che ha chiamato QI digitale che ha permesso, attraverso un sondaggio automatizzato, di misurare l’intelligenza digitale e la diffusione delle soft digital solutions all’interno del mercato delle farmacie. Per “soft digital solutions” si intendono soluzioni accessibili per innovare la farmacia, siano in termini d’investimento che di rapidità d’installazione.

Il QI Digitale di New Line DS misura ogni giorno il mercato e ormai il campione coinvolto è rappresentativo e distribuito su tutto il territorio e dunque in grado di restituirci una fotografia affidabile delle soluzioni digitali più diffuse e anche dei profili delle farmacie e dei farmacisti che fruiscono all’innovazione.

I risultati pervenuti dal QI Digitale sono stati matchati con la curva di adozione dell’innovazione, nota come curva di Rogers, che si inserisce all’interno del modello di diffusione delle innovazioni e illustra le differenti categorie di utilizzatori (delle innovazioni) a seconda della loro maggiore o minore propensione ad adottare nuove idee, oggetti o tecnologie.

Grazie a questo Match il QI è riuscito a descrivere una parte curiosa della transizione digitale che coinvolge le farmacie, quella che riguarda la propensione del farmacista al cambiamento.

Il QI Digitale di New Line Digital Signage, da un punto di vista quantitativo, ci dice che il 60% delle farmacie utilizza un monitor/ledwall, che il 20% possiede etichette elettroniche per la gestione dei prezzi e il 14% un touch screen. Ci dice anche che il 24% ha un locker o soluzioni affini e il 50% delle farmacie utilizza sistemi di pagamento innovativi.

Interessanti sono anche i dati che riguardano la comunicazione digitale e come questa viene gestita dalle farmacie. In questo ambito il 17,5% ha un consulente esperto in grafica, il 59% gestisce la comunicazione internamente e il 23,6% dichiara di avere un esperto di social media.

Ma non manca anche un risultato qualitativo del QI Digitale-ottenuto incrociando i risultati con la Curva di Roger-che identifica l’attitudine e il profilo dei farmacisti rispetto alla transizione digitale

Come si collocano i farmacisti nella “curva di Roger”? Innovatori, Precoci, Early majority, Late Majority, Ritardatari.

Gli Innovatori rappresentano il 4-5% del campione. Sono i farmacisti con un’alta propensione al rischio e sono attratti dalle nuove idee e dalla possibilità di provare nuove soluzioni ed esperienze digitali.

I precoci (l’11% del campione) sono farmacisti sicuramente attratti dal digitale e in generale dalle nuove idee o prodotti sul mercato, ma non così propensi al cambiamento tecnologico come lo sono gli innovatori.

La Early Majority rappresenta il 49% del campione. Sono i farmacisti che investono relativamente presto su un nuovo prodotto o servizio digitale. Sono interessati alla transizione digitale e alle tecnologie, ma hanno bisogno di tempo per essere sicuri degli effettivi benefici o vantaggi di una tecnologia prima di investire le proprie risorse.

Segue poi la Late Majority ovvero il 30%, farmacisti più diffidenti rispetto all’adozione di soluzioni digitali. Sono “conservatori” per attitudine e la loro decisione di acquistare un nuovo prodotto o servizio digitale spesso è il frutto di una pressione sociale che aumenta (“visto che sempre più farmacisti acquistano prodotti digitali allora lo faccio anch’io”).

Infine i Ritardatari 4-5%, sono i meno propensi all’innovazione. Resistono tendenzialmente al cambiamento tecnologico, il punto di riferimento è il passato e quando finalmente decidono di adottare un’innovazione è possibile che questa sia già stata superata da un’idea più recente, già adottata dagli innovatori.

La sfida digitale sarà inevitabilmente vinta da chi è veloce e le farmacie meno mature devono accelerare i loro sforzi per mettersi al passo. Non è affatto impossibile perché anche i ritardatari, con un po’ di impegno, possono trasformarsi in “precoci”.

La domanda da cui partire è: dove si colloca la mia farmacia rispetto alla transizione digitale? In quale di questi profili ci ritroviamo? Se non siamo in grado a darci una risposta definitiva potremmo fare il QI Digitale, che è a disposizione di tutti a questo link

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AUTORI


Giorgio Cannistrà

Direttore commerciale di New Line DS. Dal 2007 ha svolto per le maggiori aziende del settore ruoli commerciali e di sviluppo del punto vendita farmacia. Dal 2016 in New Line DS segue la digitalizzazione della comunicazione e le soluzioni di customer experience. Appassionato di enigmistica cerca e trova soluzioni.

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Federico Attore

Formatore e consulente di comunicazione, esperto di personal branding. Appassionato dell’innovazione nella comunicazione digitale, passione per cui interviene a seminari, corsi e svolge coaching personalizzati. Crede nel valore delle soft skill come elemento strategico per indirizzare positivamente il cambiamento in corso.

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