Addio comfort zone: tre pillole formative per farmacisti proattivi

Addio comfort zone: tre pillole formative per farmacisti proattivi

Tutti desiderano migliorare in astratto la propria dimensione professionale ma per farlo davvero è necessario praticare consapevolmente questo obiettivo quotidianamente uscendo dalla comfort zone. Allontanarsi dal flusso naturale delle cose, farsi sostenere dall’intento consapevole di volersi migliorare giorno per giorno è un passaggio psicologico da non sottovalutare e non automatico. La capacità di divenire sempre più esperti in ciò che si fa, giorno per giorno, è un’abilità che si sviluppa non solo con l’acquisizione di nuove competenze tecnico-scientifiche e con l’esperienza  quotidiana al banco, ma anche grazie all’apprendimento delle cosiddette soft skills, doti empatiche ed espressive (team working, creatività, problem solving, stile di comunicazione, efficacia personale, abilità di vendita, produttività).    

CHE COSA FARO’ DA OGGI? Avrò la consapevolezza di essere un professionista della salute e, nello stesso tempo, di far parte di un’impresa e, come tale, di dover essere aggiornato e di progredire continuamente nella pratica professionale sia dal punto di vista delle competenze tecnico-scientifiche che da quelle relazionali con i clienti/pazienti e con i colleghi/titolare (soft skills). Farò un’analisi dettagliata dei miei fabbisogni formativi, la condividerò con il team della farmacia, e progetterò un piano di formazione strutturato ed efficace.

Il piano di crescita professionale deve essere pensato in coerenza con ciò in cui si crede e con ciò che si ama fare.

Per guidare consapevolmente la propria crescita professionale si devono capire innanzitutto i passaggi che ci hanno portati ad essere come siamo. Solo comprendendo questo è possibile modificare le abitudini del presente. I farmacisti per poter utilizzare appieno il loro potenziale devono divenire consapevoli di sè stessi ed intervenire sulla loro routine quotidiana. Se non so quali sono le leve che mi muovono, come posso sperare di far accadere ciò che desidero? Che cosa mi nutre? Che cosa mi danneggia? Che cosa mi intossica? Per crescere è necessario saper dare una risposta a queste domande.

CHE COSA FARO’ DA OGGI? Diventerò ciò che voglio diventare: mi porrò un obiettivo chiaro da raggiungere. Solamente dopo aver compreso qual è la direzione che voglio seguire nella mia professione e quale farmacista effettivamente voglio diventare, potrò iniziare a lavorare per realizzare e diventare ciò che nel più profondo sento essere per me importante. Ad esempio se il mio obiettivo è diventare direttore/titolare di farmacia o area manager di una catena, dovrò specializzarmi nella gestione del team e acquisire competenze gestionali e di marketing. Se invece mi gratifica il rapporto “one to one” con le persone e sento che la mia missione è quella dell’aiuto e del servizio, mi focalizzerò sulla relazione con il cliente/paziente e sulla risoluzione delle sue problematiche di salute, benessere e bellezza. Infine, se scelgo la libera professione, dovrò inserirmi in un contesto più dinamico, in cui lavorare di volta in volta in una farmacia diversa. In questo caso è fondamentale essere flessibili, comunicativi e attenti a ogni aspetto ed esigenza della farmacia-cliente. Occorre essere veri e propri “consulenti”, conoscere a 360° di tutte le marche commerciali del canale farmacia, saper consigliare ed effettuare la vendita abbinata, gestire in autonomia i servizi e apportare sempre innovazione; solo così si potrà richiedere una tariffa adeguata.

Il titolare/direttore ha la responsabilità di far crescere la sua squadra.

La selezione dei collaboratori prevede non solo la valutazione della preparazione professionale, ma anche quella delle abilità di ascolto attivo, di empatia e capacità di risoluzione rapida delle necessità dei clienti. La squadra della farmacia deve essere composta da farmacisti tutti operanti al banco ed in grado di rispondere alle molteplici richieste, ma dotati allo stesso tempo di specifiche specializzazioni e competenze in settori diversi. Anche i collaboratori non addetti alla vendita, se pur poco visibili al pubblico, sono risorse di importanza strategica per il buon andamento dell’operatività della farmacia. Se la squadra è già formata ed è composta da profili molto diversi, occorre valorizzare le diverse competenze e uniformare comportamenti discordanti. Nell’ambito dello svolgimento della loro attività, come tutte le categorie di lavoratori, anche i farmacisti possono essere classificati sotto diversi profili:

  • i sicuri: hanno la motivazione e le competenze
  • gli allievi: hanno la motivazione, ma non hanno le competenze
  • i pigri: non ha la motivazione, ma hanno le competenze
  • gli immaturi: non hanno né la motivazione né le competenze

Il titolare/direttore deve saper selezionare e mantenere i collaboratori più validi. Gratificare il personale significa soprattutto puntare sulla sua crescita professionale. Il dipendente si chiede: “Quanto cresco? Che cosa imparo, lavorando in questa farmacia? Se la farmacia non ha una specializzazione ed una missione chiara, anche il personale avrà difficoltà a identificarsi e perseguire giorno per giorno una rotta costruttiva ed innovativa. Inoltre tutti vogliono sentirsi apprezzati dal datore di lavoro, essere riconosciuti per il proprio valore, per le proprie capacità e conoscenze. Inevitabilmente quindi occorre dare anche una prospettiva di crescita economica, stabilire degli incentivi di gruppo e creare una squadra affiatataNon bisogna lasciare spazio a negatività ed invidie, ma cercare l’unione e la coesione.

CHE COSA FARO’ DA OGGI? Se sono un titolare/direttore, per favorire le diverse azioni su ciascun profilo dovrò:

  • delegare al sicuro perché lui sa già fare. Darò spazio al suo progetto decisionale e mi confronterò con lui sui risultati (prima e dopo) con parametri misurabili
  • formare l’allievo, dargli un contributo di crescita concreto e mirato
  • motivare il pigro, accettare parte della sua proposta chiedendogli «come secondo te?»
  • prescrivere all’immaturo, tenendo conto della sua resistenza al cambiamento. Dovrò stupirlo, farmi ascoltare, comunicare positività, offrire vantaggi. Dargli una prescrizione semplice e breve: fargli fare una cosa sola per volta

Se vuoi disporre di una squadra affiatata in grado di darti supporto, se desideri davvero dare una svolta alla gestione della farmacia, dovrai concentrarti sulla selezione, sulla motivazione e sulla crescita professionale dei tuoi collaboratori, essendo consapevole che i farmacisti “sono” la farmacia e ne determinano la reputazione.

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AUTORI

Farmacista cosmetologa e trainer, Gabriella Daporto si occupa di formazione da molti anni. E’ stata collaboratrice in farmacia e successivamente responsabile della formazione prima in Vichy,  l’Oréal Italia ed poi per il network di farmacie EssereBenessere. Attualmente si dedica alla libera professione e tiene corsi di formazione sulla dermocosmesi, sul consiglio/cross selling, sul self shopping e sui servizi.