Brand e loghi sostenibili: i consumatori li vogliono ma attenzione al greenwashing, l’indagine Altroconsumo

Brand e loghi sostenibili: i consumatori li vogliono ma attenzione al greenwashing, l’indagine Altroconsumo

Non c’è tempo da perdere per contrastare il climate change, la pensa così la maggior parte dei consumatori, ma non tutte i marchi e le etichette green sono affidabili.

Altroconsumo ha appena pubblicato un’indagine statistica che ha coinvolto 1.102 persone. Dalla ricerca emerge che il 63% del campione ritiene sia molto importante avere comportamenti ecosostenibili. Sommando l’ulteriore 33% di chi li ritiene comunque di una certa importanza, si arriva al 96%, ovvero la quasi totalità delle persone intervistate.

E i comportamenti d’acquisto sembrano riflettere questo orientamento: il 41% dichiara di essere molto impegnato con azioni concrete, un ulteriore 50% ritiene comunque di fare abbastanza. Come? Intanto leggendo le etichette: per la maggior parte degli intervistati è diventata un’abitudine controllare le informazioni sull’impatto ambientale di ciò che acquistano. Lo fa il più delle volte o addirittura sempre il 56%.

Ma il 33% di coloro che si dicono in grado di distinguere tra dichiarazioni e slogan green veritieri e falsi (il 65% degli intervistati sostiene di esserne capace) ha notato pratiche di greenwashing acquistando determinati prodotti o servizi nell’ultimo anno. «Affinché possa risultare comprensibile ai consumatori quali prodotti sono veramente rispettosi dell’ambiente, la ricetta che si ricava dalle risposte raccolte nel corso dell’indagine di Altroconsumo ruota principalmente attorno a tre ingredienti: su ogni prodotto deve essere indicato qual è il suo impatto ambientale (lo vuole il 76% dei rispondenti); le informazioni a questo proposito devono essere standardizzate, facilmente comprensibili e non lasciate all’immaginazione dei produttori (71%); le aziende che mentono sull’ecosostenibilità dei loro prodotti devono essere severamente sanzionate (82%»).

Oltre la metà degli intervistati (52%) trova poco chiari i loghi e gli slogan green e ben il 45% pensa che servano più che altro a far lievitare i prezzi dei prodotti che li riportano. Ma i consumatori sono comunque disposti a pagare di più per prodotti quando ritengono che abbiano un impatto ambientale minore e che riportino affermazioni green verificate: il 48% è d’accordo.

I claim più apprezzati dai consumatori

Quali sono i claim più notati e apprezzati dai consumatori? Al primo posto troviamo «biodegradabile»: tra coloro che lo riconoscono (81% degli intervistati) sono il 49% quelli che lo considerano affidabile. Commenta Altroconsumo: «Forse a torto, visto che biodegradabile non è un sinonimo di compostabile, come spesso si crede. Molti prodotti che si definiscono biodegradabili — articoli per l’igiene personale o per la casa, stoviglie monouso o prodotti per animali — non sono compostabili né si degradano in natura, e devono essere opportunamente smaltiti con processi industriali, che producono emissioni inquinanti».

Molto noto è anche il claim «bio», lo riconoscono otto intervistati su dieci, ma tra questi lo considerano degno di fiducia solo il 36%. Tra i claim ai quali si fa più affidamento ci sono «risparmio energetico» (lo notano il 74%, ma tra questi ne ha fiducia il 42%) e «da fonti rinnovabili» (rispettivamente 71% e 42%).

Sono apprezzati anche i claim «riciclabile» e «prodotto con materiali riciclati» (riconosciuti dal 67% dei partecipanti e considerati affidabili dal 37% di questi). E su marchi e certificazioni green cosa pensano i consumatori?

Altroconsumo ha pubblicato nelle immagini che seguono la fiducia espressa dagli intervistati in merito a tredici loghi molto diffusi e il giudizio dell’associazione in merito alla loro effettiva utilità all’ambiente.

 

 

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