A Milano la prima parafarmacia Medi-Market, ma è solo l’inizio. L’intervista ad Alessandro Catelli, responsabile marketing del gruppo in Italia

A Milano la prima parafarmacia Medi-Market, ma è solo l’inizio. L’intervista ad Alessandro Catelli, responsabile marketing del gruppo in Italia

Inaugurata a Milano il 20 gennaio in corso Garibaldi la prima parafarmacia targata Medi-Market, il gruppo belga che conta oltre 80 mega-punti vendita (da 400 a 1000mq) in Belgio, Lussemburgo e Francia e due webshops (www.pharmacy-medi-market.be; www.medi-market.be).

Il mega shop di 260 mq è il decimo sul territorio italiano e il terzo a Milano (le due parafarmacie targate Parashop di Corso Buenos Aires e via Torino acquisite nel 2019 verranno convertite al format dell’insegna). Ma quella milanese è solo la prima di una serie di aperture previste per il 2022, come spiega a PharmaRetail Alessandro Catelli, responsabile marketing del gruppo in Italia: «Abbiamo in previsione per quest’anno tra le 4 e le 5 aperture. Saranno localizzate nel Nord Italia, perché c’è la volontà di infoltire le regioni già coperte, ossia Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, ma stiamo prendendo in considerazione anche eventuali aperture in Liguria e Veneto».

Non ci sono preclusioni sull’ espansione nel Centro e nel Sud Italia: «Assolutamente no. Il 2022 rappresenta per noi l’anno del consolidamento, il 2023 quello della svolta. Per il 2023 prevediamo uno sviluppo più ampio. Nel momento in cui si apre un punto vendita c’è una logistica da strutturare in primis per l’approvvigionamento e pensare al Sud in questo momento è ancora un po’ prematuro, mentre per quanto riguarda Liguria e Veneto siamo già “a caccia”».

La filosofia del gruppo è riassunta nel claim “Democratising Health Expertise”: accessibilità dei prezzi e offerta ampia. Nel grande cartello posizionato nella nuova parafarmacia si legge: “I prezzi più bassi di Milano” anche se il nuovo punto vendita è localizzato in Corso Garibaldi, una via centralissima di Milano e dove le preferenze d’acquisto degli abitanti non dovrebbero essere troppo condizionate dal prezzo, ribatte Catelli: «Questo è vero, la nostra scelta di aprire in Corso Garibaldi è stata basata in primis sulla volontà di dare visibilità al brand in questa prima fase e per questo abbiamo optato per il centro. Oltre ai residenti poi ci sono molte persone che transitano in zona per lavoro o altro. Una volta che il brand è conosciuto poi potremo aprire anche in zone meno esclusive, come abbiamo fatto a Bologna. Non ci precludiamo nulla e già ora vantiamo un misto di punti vendita in quartieri premium ma anche in zone più alla portata di tutti».

La convenienza al centro, ma nell’orizzonte della pandemia viene da chiedersi se le persone cercano più il prezzo basso o più il consiglio per orientarsi nell’incertezza: «le persone cercano entrambe le cose. Questo periodo non aiuta ovviamente il portafoglio, la paura per il lavoro, i rincari delle bollette. La gente cerca il prezzo giusto ed è molto informata, anche per via dell’offerta online. Però cerca anche il consiglio, la voce amica. E il prezzo basso non va a discapito del consiglio. Abbiamo in ogni punto vendita un’equipe composta da cinque persone in contemporanea tra farmacisti e addetti vendita per seguire le persone. E i nostri farmacisti si muovono liberamente nel negozio, non stanno dietro al banco: vogliamo rompere la barriera del bancone. Riusciamo a garantire prezzi bassi e consiglio alto perché abbiamo flussi di vendita molto ingenti rispetto ad altre farmacie e a garantirci prezzi migliori dai nostri fornitori»

Un magazzino sempre fornitissimo e una disponibilità imponente di referenze: «non c’è niente di più triste di uno scaffale vuoto. Dai noi gli scaffali sono sempre pieni e la piacevolezza di acquisto aumenta. Il negozio è “bardato” con categorie merceologiche molto chiare per indirizzare il cliente a trovare il prodotto. Lavoriamo molto sulla categorizzazione delle referenze e cerchiamo di raggruppare i reparti in base a quello che ci piacerebbe trovare». Come si conciliano la crescente attenzione dei consumatori verso prodotti e packaging sostenibili e la volontà di offrire prezzi accessibili? «Dal lato del consumatore non cambia nulla perché noi abbiamo scontistiche predefinite con i nostri fornitori. Se un marchio alza il prezzo perché ha fatto una scelta più eco sostenibile e più costosa noi saremo comunque in grado di proporlo a un prezzo più basso rispetto alle altre farmacie».

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