Nuovo rebranding a Milano per Medi Market, l’ultimo solo in ordine di tempo. L’intervista ad Alessandro Catelli

Nuovo rebranding a Milano per Medi Market, l’ultimo solo in ordine di tempo. L’intervista ad Alessandro Catelli

Medi-Market è l’insegna del gruppo belga Medi-Market Group, attiva nei settori della farmacia e della parafarmacia. In Belgio, Lussemburgo e Francia, si contano, ad oggi, circa 90 punti vendita. All’inizio del 2019, Medi-Market Group ha acquistato le parafarmacie italiane “Pharmashop Italia” nell’ottica di un’espansione e di uno sviluppo internazionale, ora rinominate “Pharmashop by Medi-Market”. Il 2022 rappresenta l’anno del consolidamento, grazie ad un progetto di sviluppo sul territorio che è partito l’8 aprile, con l’inaugurazione del punto vendita di C.so Buenos Aires a Milano, completamente ristrutturato e portato ad insegna Medi-Market.

Abbiamo chiesto ad Alessandro Catelli (nella foto), Responsabile Marketing del Gruppo, di raccontare a Pharmaretail dei progetti in corso e di quelli per il futuro.

 

Medi -Market è presente in Italia dal 2019 e continua ad investire: quanti sono i vostri punti vendita attualmente?

Al momento sul territorio italiano abbiamo dieci punti vendita che hanno dimensioni dai 110 mq dei negozi storici più vecchi, fino ai 600 mq della parafarmacia di Fidenza.

 

Ci può spiegare la mission della casa madre e come la state declinando nel mercato italiano?

Stiamo portando avanti il concetto della casa madre belga, che, nata sei anni fa, ha avuto subito una grossa espansione. Il concetto alla base della mission è quello di rendere i prodotti di salute e di bellezza accessibili a tutti, lavorando su tre punti: la scelta, il costo, il consiglio. Offriamo un prezzo molto vantaggioso rispetto alle altre farmacie o parafarmacie, che si attesta mediamente sul 20-30% in meno. La scelta come assortimento di prodotti, circa 7000-8000 su ogni punto vendita, dove per ogni linea offriamo l’intero assortimento. Per quanto riguarda il consiglio abbiamo validi farmacisti che a differenza della farmacia o della parafarmacia classica, non stanno dietro al bancone, ma sono in mezzo agli scaffali: rompendo la barriera tra farmacista e paziente, si trovano ad essere più vicino alla clientela, rendendosi il più possibile disponibili per consigliare il prodotto più adatto.

 

Ci può dire in breve come sono andati gli ultimi due anni di pandemia?

Ovviamente c’è stato un calo, fisiologico, delle vendite. La cosa positiva è che nonostante questi anni difficili, siamo riusciti a non fermarci e ad aprire altri quattro punti vendita in Italia.

 

Le parafarmacie non hanno ricevuto l’autorizzazione a fare i tamponi Covid-19: voi avendone la possibilità sareste stati disponibili?

Noi eravamo molto favorevoli ad effettuare tamponi, per offrire un servizio ai nostri clienti e ai cittadini in generale e per offrire sostegno alle farmacie, che in alcuni periodi erano oberate dal lavoro sui tamponi. Ci siamo attivati nel momento in cui si diceva che la Regione Lombardia avrebbe dato il via libera, che però non si è mai concretizzato. Ci eravamo già attrezzati e avevamo persino fatto richiesta alla Asl, per poterci mettere in regola e partire subito. In pratica, noi eravamo pronti, ma non ci è stata data questa possibilità, perché la legge non è mai andata in vigore. E un po’ ci è dispiaciuto.

 

In occasione dell’inaugurazione del punto vendita di Corso Buenos Aires a Milano, avete fatto una partnership con l’Istituto dei Ciechi, ci può parlare di questo progetto?

Per l’evento di inaugurazione del rebranding da Pharmashop a Medi-Market del punto vendita di C.so Buenos Aires dell’8 Aprile, è stato studiato un bellissimo progetto di collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano, che ha dato la possibilità ai primi 60 clienti che hanno effettuato un acquisto minimo di 40€ di accedere alla Mostra-Percorso “Dialogo nel Buio”.

A noi piace in occasione delle nuove aperture o di un rebranding proporre benessere a 360 gradi, quindi anche a quello mentale. Da qui nasce l’iniziativa di offrire ingressi omaggio ai primi clienti, per una mostra: a Bologna abbiamo offerto 100 biglietti per la mostra di Frida Khalo, a Milano circa 80 biglietti per la Pinacoteca di Brera per l’apertura di Corso Garibaldi.

Con la mostra ‘Dialogo al buio’ diamo anche la possibilità di vedere il mondo da un diverso punto di vista.

 

Avete dichiarato che il 2023 sarà un importante anno di sviluppo per l’insegna in Italia, ci può anticipare qualche progetto?

Per il 2022 abbiamo già previsto 4 nuove aperture nella seconda metà dell’anno, mentre per il 2023 la crescita sarà ancora più importante, con l’apertura di circa 10 nuovi punti vendita. I punti vendita saranno collocati sempre nel Nord Italia, per una questione di logistica, perché dobbiamo poter servire tutti in maniera adeguata. Sul fronte servizi, rimane la questione legislativa che è cambiata qualche anno fa, la cui licenza è stata tolta alle parafarmacie, ma a cui noi saremmo pronti ed aperti.

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