Antivirali contro Covid-19, il governo si impegna a rivedere il regime di dispensazione

Antivirali contro Covid-19, il governo si impegna a rivedere il regime di dispensazione

I farmaci antivirali orali autorizzati per il trattamento della malattia da Covid-19 devono essere somministrati a pazienti con malattia lieve-moderata, con specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid-19 in forma severa, entro cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi. L’attuale sistema di distribuzione, esclusivamente dalla farmacia ospedaliera, rende difficile il loro utilizzo. La Camera ha dato via libera all’Ordine del giorno a prima firma Andrea Mandelli (Fi), presidente Fofi, con il quale il governo si impegna a rivedere il regime di prescrizione e dispensazione degli antivirali specifici per il trattamento di pazienti con Covid.

La somministrazione

C’è dunque l’impegno del governo a consentire la prescrizione da parte dei Medici di medicina generale e la dispensazione da parte delle farmacie di comunità di questi farmaci.

«In Italia», si legge nel testo dell’Odg, «sono stati finora autorizzati da Aifa due antivirali orali per il trattamento della malattia da Covid-19 negli adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che presentano un elevato rischio di sviluppare una forma severa: ritonavir (Pfizer) e molnupiravir (Merck)». Entrambi devono «essere somministrati il prima possibile dopo la diagnosi ed entro cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi». Le difficoltà di prescrizione e reperimento del farmaco erano state evidenziate anche dai medici di famiglia, che avevano sottolineato la necessità di «semplificare l’iter per l’accesso agli antivirali orali da parte dei pazienti che ne abbiano le indicazioni, perché la procedura attuale ritarda molto i tempi», secondo la dichiarazione di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici.

Un iter complesso, come aveva spiegato Anelli: «È previsto che i medici di base, ma anche le Usca, individuino e segnalino i pazienti che ne hanno necessità. La segnalazione è fatta allo specialista ospedaliero infettivologo o pneumologo che, a sua volta, fa la prescrizione in modo che il paziente possa ritirare il farmaco dalla farmacia ospedaliera dell’ospedale che è centro di riferimento. L’erogazione del farmaco avviene cioè solo da parte delle farmacie ospedaliere seguendo questo iter, ma ciò comporta una grande perdita di tempo». Una situazione, che rischia di creare seri problemi per i pazienti candidati all’utilizzo degli antivirali, dal momento che questi vanno somministrati in caso di malattia lieve-moderata ma con specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid-19 severo ed entro cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi. Una serie di passaggi che rischiano di far slittare i tempi eccessivamente.

Per questo, secondo Mandelli, «sarebbe opportuno semplificare le procedure di approvvigionamento dei medicinali antivirali che non necessitano di essere gestiti in ambiente ospedaliero». Da qui la richiesta di impegnare il Governo, «in concerto con l’Aifa e le Regioni e le Province autonome, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, a valutare l’opportunità di modificare il regime di prescrizione e dispensazione degli antivirali specifici per il trattamento di pazienti con Covid-19, consentendo la prescrizione da parte dei Medici di medicina generale e la dispensazione da parte delle farmacie di comunità, con modalità previste da accordi tra ministero della Salute, Commissario Straordinario e associazioni maggiormente rappresentative».

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