Assoram: senza programmazione e collaborazione “la catena si spezza”

Assoram: senza programmazione e collaborazione “la catena si spezza”

Una filiera dalla gestione complessa e delicata, quella della logistica del farmaco, messa a dura prova dagli eventi della pandemia prima, e successivamente dal caro energia. E nella quale: «ogni difetto di collaborazione tra i vari anelli crea necessariamente disservizi a valle» come ha sottolineato Mila De Iure (nella foto), Direttrice Generale Assoram, in un comunicato stampa diffuso lunedì 21 novembre dall’associazione che rappresenta la logistica e il trasporto nel settore health.

Nel comunicato, ASSORAM ribadisce la necessità di ragionare in un’ottica di maggiore collaborazione e cooperazione di tutti gli anelli della health supply chain e risponde agli allarmi relativi a carenze e indisponibilità di farmaci con un’indagine che ha cercato di individuare le cause dei ritardi distributivi lamentati da farmacie e grossisti con il supporto degli operatori associati: 130 aziende della distribuzione e del trasporto, da cui transita la quasi totalità dei flussi di rifornimento di distribuzione intermedia, farmacie, parafarmacie, GDO, case di cura e ospedali, fino a casa del paziente.

“Un problema più circoscritto di quanto emerge sulla stampa”

Secondo ASSORAM la dimensione del problema è meno importante di quello che viene riportato sui media e limitata ad alcune regioni: «Una prima verifica basata sui dati AIFA relativi alle carenze di prodotti e sul confronto con i produttori ha permesso di individuare la dimensione del problema, più circoscritta di quanto riportato a mezzo stampa (al netto dei prodotti mancanti per cessata commercializzazione definitiva, le carenze sono circa 1700) e relativa prevalentemente alle regioni Lombardia e Campania, in cui i ritardi hanno interessato per lo più la fascia di conservazione 15°-25°».

 

 

In base all’indagine ASSORAM, sono aumentate le spedizioni sia rispetto al 2021 sia al periodo pre-pandemia

ASSORAM ha intervistato i quattro principali operatori del trasporto healthcare, che in totale rappresentano più del 90% del mercato. L’associazione ha riscontrato un notevole aumento delle spedizioni, superiore non solo a quanto registrato nel 2021 ma anche al periodo pre-pandemico.

Leggiamo nel comunicato: “La distribuzione dei flussi del settore healthcare presenta rilevanti elementi di stagionalità della domanda. Solitamente nei mesi di settembre e ottobre si concentrano una serie di fenomeni: nuovi rifornimenti dei grossisti, stagionalità influenzale, rientro in attività degli informatori, campagne legate al lancio di nuovi prodotti (che talvolta implica anche il trasporto congiunto di voluminosi espositori promozionali). L’emergenza sanitaria, con le diverse fasi di lockdown e limitazioni alla vita sociale che l’avevano caratterizzata, aveva congelato la stagionalità di alcuni prodotti affievolendone i volumi sul mercato negli anni 2020 e 2021”.

In parallelo: “i trasportatori lamentano il consolidarsi di una prassi che potrebbe essere virtuosa, ma che si può rivelare dannosa se non supportata da una corretta programmazione”.  «Si assiste a una impennata del numero di grossisti e di farmacie che richiedono appuntamento per lo scarico» spiega la direttrice generale. «Nel periodo di picco, in assenza di una corretta programmazione dei volumi previsti, questo rischia di creare degli imbuti a valle di cui logistica e trasporto non sono responsabili. Se a un significativo aumento dei costi della logistica già più volte denunciato dalla nostra associazione si aggiunge un aumento di volumi con richieste di modalità di consegna differenti e non programmate in sintonia tra le parti, ciò potrebbe portare a dei disservizi non certo attribuibili all’operatore logistico».

Il comunicato stampa si conclude con un appello dell’associazione: «Sarebbe facile – dichiara il Presidente ASSORAM Pierluigi Petrone – trovare un capro espiatorio, ma è un approccio miope che non genera soluzioni. Una maggiore collaborazione e cooperazione di tutti gli anelli della health supply chain sono sempre più necessarie e strategiche per costruire catene di approvvigionamento e distribuzione resilienti e sostenibili, sulla scia di quanto già richiesto a livello europeo per le supply chain strategiche come la nostra. ASSORAM ha già avviato un proficuo dialogo con Farmindustria per l’istituzione di un tavolo di confronto sulle tematiche di comune interesse».

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