Burnout e stress, la metà degli italiani chiede consiglio al farmacista

Burnout e stress, la metà degli italiani chiede consiglio al farmacista

Sono i disturbi che colpiscono di più gli italiani dopo due anni pandemici e con la situazione geo-politica internazionale. Anche quest’anno lo Stada Health Report, un sondaggio online promosso dal Gruppo Stada in quindici Paesi europei, ha indagato il punto di vista dei cittadini su temi chiave legati alla salute.

Dai risultati relativi all’Italia emerge che per oltre la metà intervistati (52%) i livelli di stress sono in aumento rispetto all’inizio della pandemia. Ancora una volta sono le donne a pagare il prezzo più alto: il 62% si sente maggiormente stressato, contro il 42% degli uomini.

Difficoltà a mantenere stili di vita corretti

Riguardo alle principali problematiche riscontrate dagli italiani durante la pandemia, il 36% del campione intervistato si è visto costretto a rimandare o annullare visite mediche per ridurre il rischio di contagio mentre il 25% ha avuto problemi a mantenere uno stile di vita sano, come seguire un’alimentazione bilanciata o fare una regolare attività fisica. In particolare, sono le persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni ad avere accusato difficoltà legate all’assistenza sanitaria (75% del campione) e a condurre una vita salutare.

Se, da una parte, sono aumentati gli italiani che hanno vissuto episodi di burnout, dall’altra la ricerca ha evidenziato come i nostri connazionali – soprattutto la fascia di età più giovane – siano ben disposti a parlare di problematiche legate al proprio benessere mentale, in particolare con psicologi o psichiatri (52% dei casi), con il medico di famiglia o il farmacista di fiducia (49%) o con il partner (35%). Dalla ricerca emerge anche come la maggior parte degli intervistati continui ad avere fiducia nelle  figure professionali in materia di salute: tra le più affidabili e a riscuotere maggiore stima troviamo scienziati (64%), operatori sanitari, personale ospedaliero e assistenziale (60%),  Medici di medicina generale (58%) e farmacisti (51%).

A generare stress e ansia non c’è solo la pandemia da Covid-19 ma anche le conseguenze dei cambiamenti climatici e il loro potenziale impatto sulla salute, dal peggioramento della qualità delle risorse idriche alla maggiore vulnerabilità alle epidemie fino a nuove malattie emergenti.

Tra le azioni messe in atto per apportare benefici alla propria salute psichica, per oltre un italiano su due (56%) la principale strategia è adottare una dieta sana, seguito da coloro che optano per una migliore regolarità del sonno (36% del campione), fanno uso di integratori alimentari (35%) e fanno attività fisica cardio (31%) od olistica, come yoga e pilates (27%).

 A risentire di più dell’emergenza sanitaria in termini di qualità del sonno sono state le donne: il 56% di esse dichiara di riposare bene, contro il 63% degli uomini. Tra le principali cause che tengono svegli gli italiani di notte troviamo sensazioni di ansia (42%), problematiche legate alla routine quotidiana (38%) o di carattere economico (25%).

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