Counselling dermatologico in farmacia: uno studio evidenza la necessità di linee guida

Counselling dermatologico in farmacia: uno studio evidenza la necessità di linee guida

Una delle caratteristiche distintive della farmacia italiana è la dispensazione di consigli personalizzati, in particolare nell’ambito delle patologie minori, come per esempio alcune problematiche dermatologiche per le quali il farmacista ricopre un ruolo rilevante nell’accompagnare il paziente nella scelta della terapia più appropriata e nel counselling educazionale. Il counselling in farmacia si è rivelato ancora più di impatto durante i primi mesi della pandemia, quando nel 2020 molti ambulatori medici specialistici erano chiusi ed ancora oggi, vista la ridotta accessibilità alla medicina di base da parte dei pazienti. Uno studio di recente pubblicazione ha messo in evidenza quali forme di dermatiti il farmacista incontra più frequentemente, qual è la sua preparazione in ambito dermatologico e quale l’approccio terapeutico alla gestione dei problemi di sua pertinenza.

Corticofobia e mancata aderenza terapeutica

L’indagine – pubblicata sulla rivista peer reviewed Pharmacia e realizzata dalla Società italiana di farmacia clinica (Sifac), in collaborazione con la Clinica dermatologica dell’Università Statale di Milano – ha coinvolto più di 150 farmacisti di comunità, mettendo in luce vari aspetti correlati alla gestione e alle competenze del professionista nell’ambito delle dermatiti. Il 15% della popolazione italiana soffre di problemi dermatologici: le dermatiti sono tra le condizioni più comuni. Frequentemente queste situazioni vengono gestite in maniera autonoma da parte dei pazienti, sia perché percepite come problematiche limitanti ma non gravi, sia grazie all’ampia disponibilità di prodotti senza obbligo di prescrizione utili alla loro risoluzione.

La dermatite atopica, la dermatite da contatto e la dermatite seborroica sono le tre forme per le quali il farmacista viene consultato più frequentemente. Il 57,1% degli intervistati riferisce che la maggior parte dei pazienti non si è recato dal medico per la gestione del problema. Per il 71,4% la terapia più prescritta per la gestione delle dermatiti è quella corticosteroidea a uso topico (Tct) seguita da quella con creme emollienti e idratanti (24.7%).

L’indagine evidenzia quanto la corticofobia – intesa come una qualsiasi forma di timore sull’uso di corticosteroidi topici – rappresenti un problema che coinvolge anche il farmacista di comunità: solo il 26.1% dei farmacisti intervistati presenta infatti un’opinione positiva sull’impiego della Tct.

Un altro aspetto rilevante messo in luce dai risultati è quello correlato all’aderenza alla terapia. La maggioranza dei farmacisti intervistati (66,9%) ritiene, a torto, che i pazienti in trattamento con corticosteroidi topici siano aderenti alla propria terapia. I dati evidenziano quindi una percezione alterata dell’aderenza alla Tct da parte del farmacista di comunità italiano: la non aderenza alla terapia topica rappresenta invece, come evidenziato dalla letteratura scientifica prevalente, un problema significativo e rilevante in ambito dermatologico.

La terza area presa in considerazione dell’indagine è stata quella della formazione: la maggior parte dei farmacisti riferisce di avere acquisito le proprie conoscenze in ambito dermatologico dall’esperienza professionale (58,4%) o attraverso corsi di formazione promossi dalle aziende farmaceutiche (44,2%). Più del 76% degli intervistati ritiene necessario avere a disposizione linee guida che consentano di approcciarsi in maniera standardizzata a queste problematiche durante l’attività in farmacia.

«I dati raccolti rappresentano consistenti basi per la definizione di protocolli e percorsi formativi standardizzati, progettati congiuntamente con la classe medica, che mirino ad armonizzare la presa in carico del paziente da parte del farmacista secondo l’Ebm e a delineare un codice univoco di terapia, approccio e supporto ai pazienti con dermatiti che afferiscono alla farmacia di comunità», ha commentato Corrado Giua Marassi (nella foto), farmacologo e presidente della Sifac.

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