Decreto Ministeriale 77, il valore strategico del farmacista nel Ssn

Decreto Ministeriale 77, il valore strategico del farmacista nel Ssn

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 23 maggio 2022, il cosiddetto Dm71 diventato Dm 77, il Decreto del ministero della Salute sulla riforma dell’assistenza territoriale che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi dell’assistenza territoriale. Il ministro Roberto Speranza ha commentato su Facebook: «Tutti gli obiettivi del Pnrr Salute, in scadenza il 30 giugno, sono stati conseguiti. Ora possiamo investire risorse senza precedenti per rafforzare il nostro Servizio sanitario nazionale». Nello stesso documento viene confermato il ruolo e il valore della rete dei farmacisti di comunità al servizio della salute dei cittadini.

Farmacista figura più prossima ai cittadini

«La pandemia ha confermato la centralità di quella rete di prossimità, al servizio della salute dei cittadini, rappresentata dai farmacisti e dalle farmacie di comunità. È un ruolo che ci viene oggi riconosciuto dal decreto sul nuovo assetto della sanità territoriale, che sancisce formalmente il valore strategico del farmacista quale avamposto del Servizio sanitario sul territorio», ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Fofi, in una nota a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del ministero della Salute sulla riforma dell’assistenza territoriale.

«In questi lunghissimi due anni e mezzo le croci verdi sul territorio sono state un punto di riferimento costante e affidabile per i cittadini. La ricetta dematerializzata, il massivo rilascio di green pass a sostegno dell’economia nazionale, l’esecuzione dei tamponi, la somministrazione dei vaccini Covid e antinfluenzali, insieme al counseling offerto ai cittadini, sono solo alcuni dei servizi che i farmacisti di comunità hanno garantito, con competenza e responsabilità, a tutela della salute pubblica. Servizi oggi divenuti strutturali, oltre la fase emergenziale», ha proseguito.

Il decreto fissa gli standard a cui si dovranno adeguare le Regioni per l’organizzazione dell’assistenza territoriale e del sistema di prevenzione sulla base e su cui vigilerà Agenas con relazioni semestrali. La nuova organizzazione territoriale sarà così divisa in Distretti sanitari (in media un Distretto ogni circa 100 mila abitanti); all’interno di ciascun distretto si inseriscono le Case di comunità, con almeno una Casa della Comunità ogni 40.000-50.000 abitanti, che fornisce assistenza H24, e gli ambulatori medici collegati in rete per garantire aperture h12 sei giorni su sette. Previsto un Infermiere di Famiglia o Comunità ogni 3.000 abitanti, impiegato nei diversi setting assistenziali in cui l’assistenza territoriale si articola. Le Centrali operative territoriali coordinano i vari servizi del Distretto.

In questa nuova organizzazione, le farmacie ubicate uniformemente sull’intero territorio nazionale costituiscono presidi sanitari di prossimità e rappresentano un elemento fondamentale e integrante del Servizio sanitario nazionale.

In particolare, si legge nel testo del decreto «la rete capillare delle farmacie convenzionate con il Ssn assicura quotidianamente prestazioni di servizi sanitari a presidio della salute della cittadinanza: in tale ambito vanno inquadrate la dispensazione del farmaco, per i pazienti cronici la possibilità di usufruire di un servizio di accesso personalizzato ai farmaci, la farmacovigilanza, le attività riservate alle farmacie dalla normativa sulla c.d. “Farmacia dei servizi” (Dlgs 153/2009) e l’assegnazione delle nuove funzioni tra le quali le vaccinazioni anti-Covid e antinfluenzali, la somministrazione di test diagnostici a tutela della salute pubblica». Quanto appena descritto, circa le attività svolte dalle farmacie, si innesta integralmente con le esigenze contenute nel Pnrr riguardanti l’assistenza di prossimità, l’innovazione e la digitalizzazione dell’assistenza sanitaria».

La pandemia «ha fatto emergere chiaramente la necessità di fare squadra sul territorio per rispondere in maniera adeguata alle sfide dei tempi. Le nuove funzioni della Farmacia dei servizi e le sinergie interprofessionali sancite dal Decreto sugli Standard dell’assistenza territoriale non possono che essere il punto di partenza per rilanciare la sanità territoriale, partendo proprio dal farmacista quale figura più prossima ai cittadini», ha concluso Mandelli.

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