«È fondamentale che la riforma definisca con nettezza prerogative, ruoli e profilo del Distributore intermedio full-line, distinguendolo dagli operatori non soggetti agli stessi obblighi di servizio pubblico». Anche l’Associazione dei Distributori Farmaceutici, nella persona del Vicepresidente Luca Sabelli, è intervenuta audizione presso la 10ª Commissione Affari sociali del Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per il riordino della legislazione farmaceutica.
Nella nota stampa diffusa il 29 aprile, ADF ribadisce che: «I distributori intermedi operano infatti in base a un obbligo di servizio pubblico che garantisce la fornitura tempestiva dei medicinali a farmacie e altri soggetti autorizzati, assicurando al contempo un’adeguata disponibilità di farmaci su tutto il territorio nazionale, incluse le aree più disagiate. In quanto operatori di un’infrastruttura critica per il Paese, i Distributori intermedi sono individuati dalla normativa tra i soggetti meritevoli di supporto e sostegno, a conferma della funzione strategica svolta all’interno del Servizio sanitario nazionale».
ADF esprime apprezzamento per l’iniziativa legislativa «una vera e propria riforma strutturale, volta a migliorare l’accesso ai farmaci, rafforzare l’efficienza del sistema e favorire innovazione e investimenti in un settore chiave per la sanità e per l’economia del Paese» e chiede che «la riforma definisca con nettezza prerogative, ruoli e profilo del Distributore intermedio full-line distinguendolo dagli operatori non soggetti agli stessi obblighi di servizio pubblico. A tale proposito, si sottolinea l’anomalia italiana del fenomeno delle vendite dirette che rappresentano circa il 30% dei volumi dell’intero mercato farmaceutico nazionale a fronte di una media europea di circa il 5%» e «risorse adeguate e misure idonee a preservare la resilienza della filiera».
Nella nota stampa, l’associazione ribadisce la disponibilità a collaborare con le istituzioni e auspica «una più idonea regolamentazione della distribuzione per conto dei medicinali, riconoscendo ai Distributori intermedi, dopo anni di criticità attuative, il ruolo di attore fondamentale con diritto/dovere a partecipare, insieme agli altri Attori già previsti, ai Tavoli regionali di definizione degli accordi sulla DPC, con una particolare attenzione alla sostenibilità e all’efficienza di un servizio di grande importanza socio-sanitaria».




