A Cosmofarma 2026 è stata premiata come Farmacista Social, “per aver abbattuto le barriere generazionali con il coraggio e l’ironia di una ‘farmacista boomer’ capace di conquistare oltre 600mila follower”. Amelia Augusta Maria Biagi, dalla sua storica farmacia Biagi di Capannori, in provincia di Lucca, ha conquistato la sua community con un linguaggio autentico e prorompente e dosando sapientemente divulgazione ed empatia.
PharmaRetail l’ha intervistata per capire come è nata la sua attività online, dalle origini al premio, passando per la trasmissione ‘Che tempo che fa’.
Come ha iniziato la sua attività sui social?
È stata un’idea dei miei due figli, Alberto e Gabriele. Dovevo sottopormi a un intervento chirurgico per un problema di salute – per fortuna poi risolto – e per distrarmi un po’ mi hanno proposto di fare qualche video social. Io sono una persona timida, anche se non si direbbe, ma ho accettato per evitare di pensare all’intervento, dato che dovevo impegnarmi nella cura della mia persona – dal parrucchiere al trucco – per fare i video. Mi sono subito appassionata, anche perché in breve tempo oltre ai nostri clienti abituali abbiamo raggiunto un numero incredibile di persone che ci hanno inondato di stima e di affetto. Pensi che mi fermano al supermercato per farsi un selfie con me o mi portano dei doni, una bambina, Lia di Bergamo, mi ha fatto il ritratto. Per me che sono una farmacista in una piccola realtà, nel Comune di Capannori, in provincia di Lucca, è qualcosa che non immaginavo potesse succedermi.
Come vede la figura del farmacista influencer?
La nostra professione da sempre prevede ascolto e divulgazione, noi non siamo solo venditori, ma consulenti della salute. Se una volta la farmacia era solo il luogo dove si andava in caso di malattia, oggi è proprio cambiato l’atteggiamento e si è trasformata in un luogo di benessere. Siamo passati dal “cure” al “care”: quindi ci si prende cura della salute in modo più ampio, in accordo con le definizioni e gli obiettivi dell’OMS e della Agenda 2030. Ci occupiamo di stili di vita, di gestione dello stress e di sana alimentazione. Il nostro compito è anche quello di spiegare alle persone con parole semplici concetti scientifici rigorosi: tutto questo oggi possiamo farlo anche attraverso i social. Lo facciamo quotidianamente dietro al banco, raggiungendo e fidelizzando i nostri clienti, e poi lo decliniamo anche nei nostri video. È un modo per raggiungere molte più persone.
Come nasce la vostra strategia sui social?
Non c’è una strategia nata prima di arrivare sui social, abbiamo semplicemente portato il nostro modo di essere, un po’ ironico e scanzonato, tipico dei toscani, sulle piattaforme social. È un atteggiamento che abbiamo ereditato da mio padre, che cercava sempre di strappare un sorriso. Abbiamo la farmacia di famiglia dal 1921 e ora siamo una mamma e due figli che lavorano insieme, ci vogliamo bene, siamo in sintonia e ci divertiamo sui social: non è un messaggio costruito. Io mi definisco una farmacista boomer che è arrivata sui social. Il mio messaggio ha funzionato, è piaciuto e quindi andiamo avanti così.
È stata anche ospite della trasmissione Tv “Che tempo che fa”, che esperienza è stata?
Quando mi hanno chiamato pensavo fosse uno scherzo. È stata una bella esperienza e ho trovato molta professionalità. Da parte nostra abbiamo portato un argomento molto serio, la Scala di Bristol per individuare la presenza di una infezione batterica intestinale da Clostridium difficile, ma lo abbiamo fatto in modo ironico. Mio figlio Gabriele ha pensato di dare forma con la creta ai diversi tipi di feci: un sistema visivamente immediato ed efficace, ma che ha generato ilarità. Un modo per far capire e ricordare i concetti complessi.
Come è nato, invece, lo slogan che la contraddistingue “Hasta la vista dalla tua farmacista”?
Cercavamo un saluto che fosse d’effetto e facile da ricordare per caratterizzarci. È stato Alberto, che ha una fidanzata italo-spagnola e parla spesso in spagnolo, a pensare che potesse funzionare. E così è stato.
Cosa ne pensa dell’arrivo sulle piattaforme Instagram e TikTok delle catene di farmacia, con i collaboratori a generare contenuti?
In realtà credo che un titolare di farmacia tradizionale abbia maggiore possibilità di instaurare un rapporto umano con la propria clientela. La nostra forza è essere in tre e portare la vita della nostra farmacia sui social. In generale penso che sia una opportunità per i giovani farmacisti collaboratori affiancare il lavoro da influencer all’attività al banco: la legge prevede che si possa coniugare il lavoro da dipendente con quello online. I farmacisti influencer hanno la possibilità di diventare una sorta di ‘coach della salute’ portando l’esperienza del contatto quotidiano con le persone su questi nuovi mezzi di comunicazione. Spesso al banco non c’è il tempo di approfondire le ragioni del consiglio, perché si va sempre un po’ di fretta: i video sono un’opportunità per farlo. Anche perché attraverso i commenti c’è molta interazione.
Quindi la ritiene una opportunità per i farmacisti, che soffrono oggi un po’ di disaffezione alla professione?
Ci sono molti giovani che attraverso la comunicazione social riscoprono il piacere di offrire consulenza sulla salute e il benessere. Il consiglio che posso dare è quello di diversificarsi, come dice Seth Godin nel suo libro “La mucca viola”, e dico loro che il vero rischio è non rischiare! Se abbiamo le conoscenze e le doti, dobbiamo usarle. Noi farmacisti, come professionisti, siamo molto amati dalla cittadinanza, ma per me la soddisfazione è sentire dire ‘vado da Amelia’, non ‘vado in farmacia’. Vuol dire aver creato un rapporto umano, una empatia, che va oltre la professione.




