Fascicolo sanitario elettronico: al via la seconda fase

Fascicolo sanitario elettronico: al via la seconda fase

Entra nel vivo la seconda fase del progetto Fascicolo sanitario elettronico, come annunciato dal ministero dello Sviluppo economico: dopo gli ottimi risultati dei progetti pilota condotti da sei Regioni, parte ora la fase che vedrà gli interventi interessare tutto il territorio nazionale grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Un ruolo attivo dei farmacisti nelle cure primarie

La prima fase ha coinvolto sei Regioni pilota, Regioni Basilicata, Campania e Piemonte (incremento alimentazione) e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Puglia (trasferibilità automatica), con lo scopo di incrementare l’alimentazione dei fascicoli e la portabilità tra Regioni per i cittadini che si trasferiscono. Per quanto riguarda l’alimentazione, in appena sette mesi, la Regione Basilicata è passata dal 27% dei documenti disponibili sull’Fse al 95%; la Regione Campania dall’ 1,5% al 53%; e la Regione Piemonte dal 50% al 80%. Sulla portabilità interregionale, la percentuale di successo nella migrazione dei documenti tra le Regioni pilota è passata dal 14% al 93% nel periodo ottobre 2021-giugno 2022; allo stesso tempo è stata riscontrata la riduzione degli errori rispetto alla migrazione, passati dal 5% al 0,60% dei documenti interessati nello stesso periodo di riferimento.

La seconda fase del progetto finanziato dal Pnrr vedrà gli interventi interessare tutte le Regioni del Paese e beneficiare anche di quanto appreso durante i programmi pilota. Per sostenere le Regioni e le Province Autonome in questo percorso, il governo ha già stanziato 610 milioni di euro, destinati al potenziamento dell’infrastruttura digitale dei sistemi e all’incremento delle competenze dei professionisti del sistema sanitario.

Tra i requisiti obbligatori da attuare entro la durata del Pnrr c’è anche quello di concepire il nuovo Fse come un ecosistema di dati e servizi che rispondano alle esigenze dei vari operatori sanitari, tra cui i farmacisti. I farmacisti devono essere supportati dallo strumento per lo svolgimento della loro attività di distribuzione di farmaci, tra cui la consultazione del foglietto illustrativo e la verifica della terapia erogata, la registrazione e segnalazione di allergie e reazioni avverse, nonché la prenotazione di prestazioni per conto degli assistiti.

Nelle linee guida per l’attuazione del Fse nel periodo 2022-2026 è indicato che il Fascicolo abilita i farmacisti a svolgere un ruolo attivo nella erogazione delle cure primarie verso i cittadini. Nel dettaglio, servizi come la prenotazione di prestazioni sanitarie (visite, esami, vaccini) per conto dei cittadini assistiti presso la farmacia; accesso al dossier farmaceutico per la sua consultazione e alimentazione per i dati di competenza; consultazione in tempo reale del foglio informativo della terapia farmacologia prescritta al cittadino; verifica della terapia erogata al paziente; registrazione di allergie e reazioni avverse ai farmaci, e funzioni di early warning che indichino al farmacista potenziali rischi di reazioni avverse; supporto alla valutazione dell’aderenza terapeutica dell’erogato e dell’assunzione da parte dell’assistito.

Con l’ampliamento dell’utilizzo del Fse si prevede  una serie di benefici attesi per i carichi di lavoro in farmacia: per esempio il monitoraggio del corretto utilizzo dei medicinali prescritti e prevenzione di eventuali interazioni indesiderate tra i farmaci previsti dal piano terapeutico e l’ottimizzazione dei tempi e dei carichi di lavoro delle farmacie.

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