Firmato il nuovo protocollo per la somministrazione di vaccini in farmacia: le novità

Firmato il nuovo protocollo per la somministrazione di vaccini in farmacia: le novità

È stato firmato un Protocollo d’intesa tra Governo, Regioni e Province autonome e Federfarma, Assofarm e Farmacieunite, per la somministrazione da parte dei farmacisti dei vaccini anti-Covid-19, dei vaccini antinfluenzali e per la somministrazione dei test diagnostici con prelievo del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo. Il Protocollo costituisce lo strumento attraverso il quale Regioni e Province possono stabilire modalità, termini e condizioni, anche di natura economica, per l’esecuzione dei servizi sanitari in questione da parte delle farmacie pubbliche e private, mediante la stipula di appositi accordi con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, nell’ambito del Servizio sanitario regionale.

Due o più farmacie possono offrire i servizi insieme

Il Protocollo riproduce sostanzialmente le modalità esecutive attualmente in essere, confermando la possibilità di svolgere i suddetti servizi sia all’interno della farmacia che in aree, locali o strutture separate, purché collocati nell’ambito della sede farmaceutica di pertinenza prevista in pianta organica.

«Somministrazione dei vaccini anti-Covid a tutta la popolazione, inclusi adolescenti e bambini, secondo le indicazioni delle autorità sanitarie, quarta dose per over-60 e soggetti fragili, campagna antinfluenzale, effettuazione dei test diagnostici per il rilevamento e la tracciatura dei contagi: il Paese potrà contare sul pieno coinvolgimento della rete dei farmacisti di comunità per rafforzare l’attività di prevenzione sul territorio nazionale», ha dichiarato in una nota Andrea Mandelli (nella foto), presidente della Fofi, a seguito della firma del protocollo d’intesa. «Si tratta di un traguardo importantissimo per rendere davvero capillare l’accesso alla vaccinazione, strumento principe di prevenzione a tutela della salute individuale e collettiva».

Non cambia la formazione dei farmacisti, come si legge nel Protocollo: «La somministrazione dei vaccini è eseguita da farmacisti abilitati a seguito del superamento di apposito corso di formazione e di successivi aggiornamenti annuali organizzati dall’Istituto superiore di sanità». Confermato anche che «la somministrazione di vaccini antinfluenzali è eseguita solamente nei confronti di soggetti di età non inferiore a 18 anni».

«A oggi, sono oltre 35.000 i farmacisti abilitati all’inoculazione dei vaccini Covid, grazie ai quali sono state somministrate circa 3 milioni di dosi. E le adesioni ai corsi di formazione, sia per la vaccinazione Covid che per quella antinfluenzale continuano a crescere, a testimonianza di una grande professionalità e del valore della Farmacia dei servizi quale fondamentale anello di congiunzione tra cittadini e servizio sanitario», continua Mandelli.

La novità più importante, invece, è costituita dalla possibilità che due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti, possano esercitare i servizi in questione, anche utilizzando aree, locali o strutture esterne comuni, stipulando un contratto di rete: «L’autorizzazione all’utilizzo delle aree, locali o strutture di cui al comma I da parte delle farmacie che hanno stipulato il contratto di rete di cui al comma 3, è rilasciata al rappresentante di rete verificando che i soli locali abbiano i requisiti di idoneità igienico-sanitaria».

Il documento stabilisce inoltre che «le attività di vaccinazione, da eseguirsi preferibilmente dietro appuntamento, sono eseguibili in area interna alla farmacia, purché separata dagli spazi destinati all’accoglienza dell’utenza e allo svolgimento delle attività di dispensazione del farmaco, nonché in apposite aree, locali o strutture esterne con le modalità previste all’art.4 del presente decreto. È comunque possibile somministrare il vaccino a farmacia chiusa».

Il compenso spettante alle farmacie per l’atto professionale per singolo inoculo «è stabilito in euro 6,16. In caso di vaccinazione antinfluenzale a soggetti non eleggibili, sono a carico di quest’ultimi sia il compenso per l’inoculo che il prezzo al pubblico di acquisto del vaccino. È demandato ad appositi accordi con le Regioni e le Province Autonome il riconoscimento a favore delle farmacie di eventuali ulteriori oneri relativi al rimborso di dispositivi di protezione individuale e materiale di consumo e di eventuali incentivi per il raggiungimento dei target vaccinali stabiliti dalle stesse Amministrazioni territoriali».

«L’obiettivo, da subito, è accelerare la somministrazione delle quarte dosi di vaccino Covid per proteggere anziani e fragili dalla malattia grave. I farmacisti sono pronti a dare il massimo apporto per rilanciare la vaccinazione antinfluenzale degli adulti, ancora lontana dagli obiettivi di sanità pubblica, e per contribuire alla campagna vaccinale in autunno, auspicando che la professione possa essere parte attiva dell’azione di prevenzione vaccinale in tutte le Regioni italiane» conclude Mandelli.

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