Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti attacca il Testo Unico: «un cavallo di Troia corporativo»

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti attacca il Testo Unico: «un cavallo di Troia corporativo»

Il 20 maggio il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF), associazione che rappresenta circa 12mila farmacisti non titolari, ha diffuso un comunicato dai toni molto accesi sul DDL 1786, il disegno di legge delega per il riordino della legislazione farmaceutica in discussione al Senato. Il comunicato accusa Federfarma e il Sottosegretario Marcello Gemmato di aver costruito una riforma «corporativa» a vantaggio dei titolari di farmacia, definendo il provvedimento «un puro e semplice escamotage».

Il tempismo non è casuale. Le audizioni in 10ª Commissione al Senato si sono concluse all’inizio di maggio. Prima dell’approvazione definitiva, il testo dovrà ancora percorrere la discussione generale, la fase emendativa e il passaggio alla Camera, con i decreti attuativi attesi entro il 31 dicembre 2026

Per il MNLF il provvedimento, «nato con l’intento dichiarato di razionalizzare la normativa, rischia di trasformarsi in un vero e proprio cavallo di Troia, attraverso il quale riscrivere le regole del settore e bloccare ogni forma di accesso al mercato». L’associazione cita a sostegno le osservazioni della Fondazione GIMBE, secondo cui il DDL non si configura come un semplice riordino normativo ma come una riforma che interviene su aspetti fondamentali: distribuzione dei medicinali, revisione della spesa farmaceutica, sistema di payback, pianificazione delle sedi, ampliamento delle funzioni delle farmacie. «Non siamo di fronte a una semplice delega», osserva il MNLF, «ma a una vera e propria riforma di natura corporativa».

La clausola più contestata è all’articolo 3 del DDL: la razionalizzazione della pianificazione territoriale delle sedi farmaceutiche è prevista «fermo restando il criterio della pianta organica». Per l’associazione quella formulazione blinderebbe un sistema chiuso che preclude l’accesso al mercato ai farmacisti non titolari. Nel comunicato Federfarma viene definita «lobby impegnata a difendere solo i propri vantaggi economici» e Gemmato «terminale politico di Federfarma al Governo».

La proposta alternativa che il MNLF rilancia è il superamento del numero chiuso sul modello tedesco, con accesso libero basato esclusivamente su standard tecnici e professionali.

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