L’intervista a Ignazio Consiglio, presidente di Farmacia Dinamica

L’intervista a Ignazio Consiglio, presidente di Farmacia Dinamica

Farmacia Dinamica è il network del distributore farmaceutico D.M.Barone. Farmacia Dinamica, che eroga a circa 80 farmacie affiliate in Sicilia servizi di marketing, consulenza e formazione, punta sul supporto e sull’affiancamento al farmacista titolare. Farmacia Dinamica promuove anche un format di farmacia brandizzata che oggi è implementato sulle farmacie di proprietà del gruppo D.M.Barone e su farmacie affiliate che lo hanno voluto declinare ed adattare ai propri punti vendita.

 

Quali sono le sfide più urgenti da superare perché la farmacia possa trovare il suo posto nella nuova geografia territoriale dei Distretti sanitari?

La farmacia è già l’elemento centrale del presidio sanitario sul territorio. Per poterne sfruttare appieno il potenziale, al servizio dei cittadini, è necessario che sia riconfigurato il rapporto tra i medici di medicina generale e specialisti nei confronti della farmacia. Il punto di partenza è certamente l’attuazione del fascicolo sanitario elettronico e la costituzione di una piattaforma che gestisca la connessione tra medici e farmacia.

Nell’attesa che si compia questa evoluzione, la farmacia può confermare il proprio ruolo dotandosi dell’organizzazione necessaria per poter erogare servizi per la salute e per il benessere dei cittadini, ad esempio con investimenti in attrezzature diagnostiche e nella telemedicina, e configurando aree adeguate e confortevoli per svolgere i servizi nel rispetto delle normative.

 

Quali sono a suo parere i servizi più urgenti che dovrebbero essere implementati e proposti in farmacia?

I servizi più urgenti sono già inseriti nella fase sperimentale avviata da Federfarma con il sistema sanitario in diverse regioni italiane, vanno dalla parte di telemedicina, agli screening, all’aderenza terapeutica su patologie ad alto impatto sociale e con costo elevato per il SSN.
Siamo in una fase delicata nella quale è indispensabile sia definito un compenso su base nazionale equo, con il quale la farmacia deve, non solo riuscire a pagare i costi, ma anche trarre sostentamento per il futuro. Ci auguriamo il dialogo con le istituzioni prosegua con le attività legate all’assistenza domiciliare, servizio sul quale la farmacia italiana, con la sua capillarità, potrebbe fare molto bene.

Siamo convinti che i prossimi saranno gli anni in cui la farmacia si orienterà sempre di più verso tutti servizi legati alla salute e al benessere e assisteremo a una fase d’innovazione e ricca di investimenti.

 

In Gran Bretagna il farmacista è già prescrittore per alcuni disturbi. Quanto siamo lontani ancora da questa possibilità?

Come dicevo prima, è tutto il rapporto SSN, medico, farmacia che va ripensato. Credo che il farmacista prescrittore, più che un’opzione per il nostro sistema sanitario, sia una necessità. I medici di medicina generale non reggono più da tempo la pressione prescrittiva e sarebbe opportuno dedicarli alle attività più importanti per la salute dei cittadini e le casse del SSN.

 

In Italia c’è un grosso problema di disaffezione alla professione e di carenza di personale. Come si può risolverlo?

Da una parte sarebbe opportuno rivedere i percorsi di laurea necessari a poter accedere al lavoro in farmacia, dall’altra sarà necessario riqualificare la figura professionale del farmacista, anche a livello retributivo, agganciando una parte della retribuzione alle nuove prestazioni. Nel nostro Paese stiamo assistendo alla conseguenza di avere concentrato investimenti e opportunità sulla figura del medico e di aver considerato in maniera accessoria, se non residuale, il ruolo del farmacista. Urge un cambio di rotta e una presa di responsabilità da parte delle istituzioni, perché oltre al rischio di minare l’eccellenza professionale rappresentata dal sistema farmacia Italia, inizia a presentarsi anche quello di dover importare professionalità da altri paesi.

 

Recupero dei farmaci, corretto smaltimento, gestione razionale dello scaffale, promozione di stili di vita e comportamenti virtuosi per l’ambiente, che cosa altro può fare la farmacia per diventare un presidio di salute sempre più sostenibile?

La farmacia è il presidio sanitario più capillare e prossimo al cittadino, deve avere l’obiettivo di occupare tutti gli spazi legati al benessere e alla salute, compresi quelli riguardanti l’educazione alla sostenibilità. L’incontro quotidiano con le persone, di tutte le fasce di età ed estrazioni sociali, rappresenta l’elemento da cui iniziare a promuovere valori legati alla sostenibilità. Curare il dialogo con la comunità, per informare ed educare ad abitudini di consumo sane e consapevoli, è una responsabilità che viene prima di argomenti di natura industriale o di gestione della terapia, come il packaging o il deblistering.

 

“E se proprio devo sognare”… la “sua” farmacia come dovrebbe essere?

Un hub del benessere e della salute, nel quale oltre ai prodotti vengono effettuati screening, autoanalisi, esami di telemedicina, servizi e prestazioni legati alla salute e al benessere, comprese prescrizioni. Per farlo oltre a lungimiranza e visione e un sistema normativo differente saranno necessari investimenti e superfici maggiori nelle farmacie.

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