Obesità in adolescenza, la prima linea guida italiana apre a farmaci e chirurgia

Obesità in adolescenza, la prima linea guida italiana apre a farmaci e chirurgia

Diventa ufficialmente prescrivibile anche per gli adolescenti la terapia farmacologica contro l’obesità, con gli stessi farmaci già utilizzati negli adulti, insieme alla chirurgia bariatrica nei casi più gravi. Lo prevede la prima linea guida nazionale dedicata alla terapia del sovrappeso e dell’obesità nella fascia 12-18 anni, pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità, che apre a questi strumenti quando il percorso su alimentazione e attività fisica non produce risultati.

Il documento è stato promosso dall’Associazione Medici Endocrinologi (Ame), con il contributo delle principali società scientifiche italiane che si occupano di obesità in età adolescenziale, di specialisti provenienti da tutto il territorio nazionale e di rappresentanti dei pazienti. Le raccomandazioni sono indirizzate ai professionisti sanitari coinvolti nella presa in carico degli adolescenti tra 12 e 18 anni: pediatri, medici di medicina generale, endocrinologi, diabetologi, nutrizionisti, neuropsichiatri infantili, medici dello sport e specialisti dei centri di secondo livello.

Il primo livello di intervento resta l’approccio su alimentazione e attività fisica. Solo nei casi resistenti a questo trattamento, e sotto controllo specialistico, la linea guida apre alla possibilità di terapie farmacologiche; la chirurgia bariatrica o metabolica resta riservata a situazioni cliniche più gravi, da gestire in strutture multidisciplinari dedicate. La prescrizione di un farmaco richiede comunque una valutazione completa dello stato di salute, delle eventuali complicanze e del contesto familiare e psicologico del paziente, oltre a un monitoraggio nel tempo e al coinvolgimento consapevole di adolescente e famiglia.

Marco Cappa, endocrinologo responsabile della Unità di ricerca terapie innovative per l’endocrinologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e membro Ame, che ha coordinato il tavolo di lavoro spiega: «La vera novità non è semplicemente l’apertura alle terapie farmacologiche ma il riconoscimento definitivo dell’obesità come malattia cronica progressiva e recidivante complessa che necessita di percorsi personalizzati, che richiede una presa in carico multidisciplinare».

Irene Samperi, endocrinologa componente della Commissione Linee Guida Ame, aggiunge: «Quando si affrontano patologie croniche che iniziano già nei primi anni di vita è fondamentale avere indicazioni condivise, basate sulle migliori evidenze scientifiche, che aiutino i clinici nella gestione quotidiana e garantiscano pari accesso alle cure».

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