Il mercato italiano dei medicinali omeopatici chiude il primo semestre del 2026 in flessione. Guardando gli ultimi dati New Line, il dato progressivo da gennaio a settembre 2026 conferma la tendenza negativa già iniziata lo scorso anno: il fatturato complessivo scende del 9,2% e le confezioni dell’11,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Se si guarda al periodo ottobre 2025-settembre 2026 il fatturato complessivo del farmaco omeopatico è diminuito del 6,8% e le confezioni vendute dell’8,9% rispetto ai dodici mesi precedenti. Nel canale farmacia si registra un calo del 6,8% a valore e del 9,6% a volume; la parafarmacia evidenzia una flessione ancora più marcata, rispettivamente del 10% e del 12,4%. Anche le vendite online diminuiscono, ma in misura più contenuta: -3,8% a valore e -2,8% a volume.
Secondo Omeoimprese, l’associazione che riunisce le aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici e antroposofici in Italia, la contrazione del mercato è riconducibile a due fattori: da un lato, le difficoltà legate all’attuale contesto economico e geopolitico; dall’altro, le criticità strutturali legate al quadro normativo e regolatorio italiano. Per approfondire le prospettive del comparto, PharmaRetail ha intervistato Silvia Nencioni (nella foto), Presidente di Omeoimprese, che ha richiamato la necessità di dare piena attuazione alla normativa, facilitare l’accesso alle informazioni e rafforzare la formazione dei farmacisti.
Le vendite dei medicinali omeopatici sono in calo. Quali sono i fattori che spiegano questo andamento?
Il dato della contrazione dei volumi, non va minimizzato, ma deve essere contestualizzato all’interno del mercato farmaceutico commerciale. I medicinali omeopatici non sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale e si inseriscono in un mercato che, nel primo semestre, ha registrato complessivamente una flessione dei volumi. Stiamo assistendo a un cambiamento dei comportamenti d’acquisto, legato anche a una fase economica ancora complessa: le famiglie sono inevitabilmente più attente e selettive nelle scelte di spesa. A questo scenario si aggiungono, però, alcune specificità del nostro comparto, che contribuiscono a spiegare una contrazione più marcata rispetto a quella di altre categorie di medicinali non rimborsati. Tra queste c’è sicuramente il quadro normativo, che presenta peculiarità soprattutto per quanto riguarda le informazioni che possono accompagnare i prodotti e supportarne la conoscenza e il corretto utilizzo. La flessione va quindi letta tenendo insieme l’andamento generale dei consumi, la maggiore attenzione alla spesa e le criticità regolatorie che caratterizzano il settore.
Il comparto deve fare i conti anche con tensioni geopolitiche, rincari energetici e difficoltà di approvvigionamento. Come stanno reagendo le aziende?
Le imprese stanno dimostrando una grande capacità di adattamento. Negli ultimi anni abbiamo imparato che situazioni un tempo considerate eccezionali possono protrarsi a lungo o presentarsi improvvisamente. La pandemia, le tensioni geopolitiche, i rincari energetici e le difficoltà logistiche hanno modificato il modo in cui le aziende pianificano le proprie attività, rendendo più complessa la gestione delle catene di fornitura. Quando si parla di un medicinale si pensa soprattutto al principio attivo o al processo produttivo, ma dietro ogni confezione c’è una filiera articolata, che comprende materie prime, materiali di confezionamento, trasporti e logistica. Negli ultimi mesi le nostre aziende associate hanno segnalato, per esempio, aumenti fino al 7% per alcuni materiali di packaging, oltre a tempi di approvvigionamento più lunghi. Le imprese hanno quindi dovuto imparare ad anticipare gli acquisti, programmare su orizzonti temporali più ampi e rendere più resilienti le proprie catene di fornitura. C’è poi un tema più generale: la necessità di preservare in Europa la capacità industriale, il know-how e le competenze. Per farlo, è fondamentale creare le condizioni affinché le imprese possano continuare a investire, innovare e produrre valore nel nostro Paese. Stiamo parlando di un comparto che comprende, in Italia, 25 aziende dell’industria omeopatica, con sedi principali ed uffici presenti su tutto il territorio nazionale, di cui molte con siti produttivi nel nostro Paese. Il settore conta oltre 2000 addetti, compreso l’indotto formato dai fornitori di packaging e i distributori, e genera complessivamente un fatturato annuo di oltre 250 milioni di euro.
Sul piano normativo, quali sono le principali richieste di Omeoimprese?
In Italia, nessun medicinale omeopatico attualmente autorizzato da AIFA dispone di indicazioni terapeutiche approvate, mentre in Paesi come Francia e Germania sono attivi strumenti specifici di valutazione che hanno consentito ad alcune specialità di riportare ambiti di utilizzo, posologia e informazioni approvate per il paziente. Abbiamo bisogno di completare un percorso che la normativa già contempla. In Italia non è stata ancora resa operativa la procedura prevista dall’articolo 18 del decreto legislativo 219/2006, che recepisce l’articolo 16, paragrafo 2, della direttiva europea 2001/83/CE. La mancata attuazione di questa disposizione determina una situazione peculiare: pur essendo classificati come medicinali, gli omeopatici non possono riportare sulla confezione indicazioni terapeutiche e posologia. In altri Stati membri europei, invece, la procedura è operativa da anni. Per noi questo è un punto fondamentale: disporre di informazioni più complete significa migliorare la qualità dell’informazione sanitaria e garantire una maggiore coerenza del quadro regolatorio italiano con quello europeo. Ribadisco, non stiamo chiedendo una nuova normativa, ma che venga data attuazione a quanto è già previsto.
Quali sono le conseguenze concrete di questa mancata attuazione, sia per i cittadini sia per le aziende?
Le ricadute sono diverse. Innanzitutto, il cittadino che acquista un medicinale omeopatico regolarmente autorizzato non trova sulla confezione le informazioni che si aspetterebbe per comprenderne meglio l’utilizzo. È un aspetto rilevante anche alla luce di un’indagine commissionata da Omeoimprese a Eumetra all’inizio del 2026: secondo i risultati che abbiamo rilevato, otto italiani su dieci ritengono molto importante ricevere informazioni corrette sui campi di applicazione e sulla posologia attraverso il foglietto illustrativo. C’è poi la questione della comunicazione commerciale. L’impossibilità di riportare indicazioni terapeutiche e modalità d’uso limita anche le possibilità promozionali delle aziende e le loro condizioni di competizione sul mercato. Per fare un esempio, se un’azienda vuole promuovere uno sciroppo per la tosse, può comunicarne il nome, ma non indicare a cosa serve e come si utilizza. I medicinali adatti all’automedicazione, OTC e SOP, possono invece fornire queste informazioni. Per questo stiamo lavorando con le istituzioni, il Ministero della Salute e Aifa per portare avanti la nostra richiesta. Riteniamo che migliorare le informazioni disponibili è importante sia per la tutela del paziente sia per consentire alle aziende del comparto di operare in condizioni più coerenti con il contesto europeo.
Il calo delle vendite può essere legato anche a una disaffezione dei pazienti nei confronti dei medicinali omeopatici?
Non parlerei di disaffezione. L’indagine Eumetra ci restituisce un quadro nel quale l’interesse rimane significativo: 10,4 milioni di italiani dichiarano di aver utilizzato medicinali omeopatici nell’ultimo anno, una numerosità che, secondo quanto rilevato, si mantiene sostanzialmente costante nel tempo. Mi sembra quindi che emerga soprattutto una maggiore esigenza di informazione. Se una persona è interessata a una categoria di medicinali, ma non trova facilmente le risposte che cerca, diventa più difficile che quell’interesse si traduca in una scelta consapevole. Da una parte c’è dunque l’interesse dei cittadini, dall’altra la quantità e la qualità delle informazioni a loro disposizione. È una distanza che, a nostro avviso, occorre colmare.
Qual è il ruolo del farmacista in questo contesto? Ci sono differenze tra le generazioni di professionisti?
Il farmacista è una figura fondamentale, perché la farmacia rappresenta uno dei principali luoghi in cui il cittadino cerca consiglio. Le persone si aspettano di trovare al banco un professionista in grado di ascoltare i loro bisogni, rispondere alle domande e orientarle. Non farei tanto una questione generazionale quanto di conoscenza ed esperienza. Un farmacista che lavora da anni in una farmacia in cui i medicinali omeopatici vengono consigliati con regolarità può aver maturato una maggiore familiarità con questi prodotti. Un giovane professionista che entra per la prima volta in farmacia, invece, può trovarsi senza una preparazione sufficiente per rispondere alle domande che riceve quotidianamente. Ricordiamo che si tratta di medicinali e che la loro dispensazione avviene attraverso la mediazione del farmacista. Per questo la conoscenza delle loro caratteristiche e la capacità di gestire le richieste dei pazienti sono aspetti importanti della preparazione professionale.
Serve quindi una maggiore formazione sul farmaco omeopatico, anche per i farmacisti?
Sì, è un divario che dobbiamo colmare. Oggi, nei percorsi universitari, l’attenzione si concentra soprattutto sugli aspetti di tecnica farmaceutica e normativi, mentre manca una preparazione clinica adeguata alle domande che il farmacista si trova ad affrontare.
Perché il punto è proprio questo: il paziente non arriva al banco con una domanda di tecnica o legislazione farmaceutica. Arriva con un bisogno di salute e chiede al farmacista un orientamento e vuole ricevere risposte ai propri dubbi. Per questo sarebbe importante rafforzare la formazione, includendo maggiormente gli aspetti legati alla gestione delle richieste dei cittadini. È un passaggio che si collega direttamente al tema dell’informazione: da una parte dobbiamo lavorare affinché i medicinali siano accompagnati da informazioni più complete, dall’altra è importante che i professionisti dispongano delle competenze necessarie per rispondere alle domande dei pazienti.



