Sono oltre 614mila le dosi di vaccino antinfluenzale somministrate in Lombardia al 19 ottobre, dall’avvio della campagna 2026-2027. Il dato, diffuso da Regione Lombardia, raggiunge quota 614.355 e segna un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le somministrazioni erano state 587.603: 26.752 vaccinazioni in più. La campagna 2026-2027 registra dunque una partenza positiva, con le farmacie di comunità al secondo posto tra i canali di somministrazione Un avvio positivo, che si inserisce in una fase in cui le infezioni respiratorie acute cominciano a crescere e richiama l’attenzione sull’importanza di consolidare l’adesione alla prevenzione vaccinale.
Infezioni respiratorie in aumento, ma numeri sono ancora contenuti
La campagna è partita il primo ottobre, inizialmente rivolta alle categorie più a rischio, per poi essere estesa a tutta la popolazione dal 12 ottobre. Il numero più elevato di somministrazioni riguarda gli over 75, con 220.686 dosi, pari al 36% del totale. Seguono i cittadini tra 65 e 74 anni, con 128.239 dosi (21%), e la fascia tra 18 e 59 anni, con 119.736 vaccinazioni (19%). Secondo i dati diffusi, Milano è la provincia con il maggior numero di somministrazioni, 206.895, seguita da Brescia (84.963), Bergamo (65.923) e Monza e Brianza (60.785). Il contributo più consistente alla campagna arriva dai medici di medicina generale, che hanno effettuato 338.468 vaccinazioni. Al secondo posto si collocano le farmacie di comunità, con 119.567 dosi, seguite dai pediatri di libera scelta, con 84.951 somministrazioni.
Mentre prosegue la campagna vaccinale, il monitoraggio epidemiologico segnala i primi numeri stagionali: in attesa della pubblicazione dei dati nazionali del primo bollettino della rete di sorveglianza RespiVirNet, il quadro lombardo viene aggiornato attraverso i report di Influnews. Nell’ultima rilevazione disponibile, relativa al periodo dal 5 all’11 ottobre, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute risulta in aumento rispetto alla settimana precedente, raggiungendo 8,1 casi ogni 1.000 assistiti, per un totale stimato di 81.532 persone. Il livello di intensità rimane tuttavia quello di base, è dunque ancora presto per delineare l’andamento della stagione influenzale, ma la crescita delle infezioni respiratorie conferma l’importanza della prevenzione attraverso la vaccinazione, strumento fondamentale per ridurre il rischio di complicanze, soprattutto nelle persone anziane, nei pazienti con patologie croniche e, più in generale, nei soggetti maggiormente esposti alle conseguenze delle infezioni.
I primi dati lombardi confermano intanto il contributo delle farmacie di comunità alla campagna antinfluenzale, con quasi 120mila dosi somministrate nelle prime settimane: un risultato che evidenzia il ruolo della rete territoriale nel rendere la vaccinazione più accessibile e nel sensibilizzare i cittadini sull’importanza di proteggersi prima della fase di maggiore circolazione dei virus. La campagna è ancora in corso e i numeri delle prime settimane rappresentano soltanto un primo bilancio, ma a richiamare l’attenzione sulla necessità di rafforzare l’adesione alla vaccinazione è stato Paolo Bonfanti, professore ordinario di Malattie infettive e tropicali all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, a margine del convegno sulle malattie infettive Acta Reboote -come ripreso da Adnkronos- che ha sottolineato come l’influenza non sia soltanto una malattia potenzialmente grave per anziani e persone fragili, ma ha anche un impatto più ampio sulla vita quotidiana. «Ogni anno ci sono circa 12-14 milioni di casi, si perdono giornate di lavoro e di scuola. È veramente un’epidemia importante da prevenire». Il richiamo è particolarmente significativo alla luce delle coperture vaccinali, che restano migliorabili anche nei territori più virtuosi. In Lombardia, nella campagna precedente, la copertura antinfluenzale tra gli anziani si è fermata al 51,91%: quasi una persona su due tra quelle appartenenti a questa fascia di età non si è vaccinata. «Nella persona adulta, anziana e soprattutto con comorbidità, ad esempio nel paziente cardiopatico, il vaccino è parte del percorso terapeutico» ha spiegato Bonfanti. Le infezioni, infatti, possono aggravare le patologie preesistenti e compromettere ulteriormente le condizioni di salute di chi convive con una malattia cronica.



