Richiamo a cinque mesi, in attesa del super green pass

Richiamo a cinque mesi, in attesa del super green pass

Mentre le Regioni discutono su una stretta per le persone non vaccinate, con la proposta del Super green pass, una nuova circolare del ministero della Salute – con entrata in vigore dal 24 novembre – ha ridotto a cinque mesi lintervallo minimo previsto per la somministrazione della terza dose booster con vaccino a m-RNA, alle categorie per cui è già raccomandata. La pubblicazione in Gazzetta è prevista per martedì e l’entrata in vigore da mercoledì. Le farmacie sono già attive nell’inoculo del richiamo.

Al via la terza dose in farmacia

In Lombardia nella prima settimana dall’avvio dell’attività, dal 10 al 17 novembre, i 365 esercizi aderenti al protocollo del generale Figliuolo hanno inoculato circa 5.000 dosi booster alla popolazione over 60 e agli operatori sanitari. E i numeri giornalieri mostrano un trend in continua ascesa, a mano a mano che nuove farmacie rendono disponibili le loro agende per rispondere alle richieste pervenute dai cittadini.

«La rete delle farmacie di comunità sta portando un contributo tangibile alla terza fase della campagna regionale anti Covid, dedicata ai richiami» ha commentato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia.

Nella provincia di Verona, da martedì 23 novembre, le 85 farmacie di Verona e provincia che offrono il servizio della vaccinazione anti Covid alla cittadinanza saranno in grado di fornire la terza dose ai soggetti sani a partire dai 40 anni di età con i vaccini a m-RNA Cominarty (Pfizer BioNTech) e Spikevax (Moderna), da somministrare indipendentemente dal vaccino precedentemente inoculato. Fino a oggi nelle farmacie di Verona e provincia che offrono la vaccinazione gratuita contro il Covid sono state eseguite 14.500 inoculazioni con una preponderanza della fascia di età compresa tra i 40 e i 49 anni seguita a ruota dai 50-59enni, che fino a oggi potevano richiedere solo prima e seconda dose. «In questi ultimi giorni, a seguito delle notizie sulla quarta ondata pandemica del Covid 19, sono significativamente cresciute in farmacia le richieste di terza dose da parte della popolazione», ha spiegato in una nota Elena Vecchioni (nella foto), presidente di Federfarma Verona «Le farmacie territoriali affiancano dunque gli hub scaligeri nel comune intento della sanità pubblica di raggiungere questa nuova copertura nel più breve tempo possibile. Rispetto agli step degli over 80 e degli over 60, quello della fascia di età compresa tra i 40 e i 59 anni si presenta statisticamente ancora più congeniale, perché non si deve scordare che il nostro target è la popolazione senza patologie né allergie che, dopo avere prenotato, viene in farmacia con il modulo di consenso informato e l’anamnesi negativa debitamente compilati».

Un altro fronte caldo in farmacia rimane quello dei tamponi rapidi, la cui sensibilità ed attendibilità è stata messa in dubbio. Indicati come «il tallone d’Achille» da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, i test antigenici rapidi sono da tempo considerati l’anello debole nella catena delle contromisure per arginare la circolazione del virus SarsCoV2. Non riescono infatti a vedere il virus se non quando è presente in quantità massicce, e secondo uno studio su pubblicato sulla rivista Future virology, il test antigenico rapido per la rilevazione del Covid-19 sbaglia quasi una volta su due, fornendo un alto tasso di falsi negativi. Si attende una decisione anche su questo, alla luce delle lunghe file in farmacia di questi giorni per i tamponi (i dati, per esempio, di Verona e provincia contano 696.400 test effettuati dal primo gennaio 2021 in 169 farmacie di tutta la provincia), da parte di chi è vaccinato, per ottenere la certificazione verde.

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