Riconfezionamento personalizzato dei farmaci: in Lombardia è possibile

Riconfezionamento personalizzato dei farmaci: in Lombardia è possibile

La Regione Lombardia apre al riconfezionamento personalizzato dei farmaci, il cosiddetto “deblistering”, nelle farmacie territoriali. Una pratica già presente in altri Paesi europei, che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe migliorare l’aderenza terapeutica dei pazienti. Inoltre, l’attivazione di un servizio di accesso personalizzato ai farmaci, come l’attività di sconfezionamento, può concorrere a rendere più efficiente la rete dei servizi, in attuazione del Piano Nazionale della Cronicità e a rafforzare l’interazione tra paziente e farmacista. Non da ultimo si tratta di una pratica che contribuisce a monitorare e limitare l’uso inappropriato di antibiotici in terapia, contrastando il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza.

«Le farmacie lombarde potranno cominciare a organizzarsi per offrire il servizio non appena la modulistica necessaria sarà disponibile sul nostro Portale», spiega in una nota Giampiero Toselli, segretario di Federfarma Lombardia.

Maggiore aderenza alla terapia e contrasto all’antibiotico-resistenza

Il “Documento regionale su allestimento di confezionamenti personalizzati per migliorare l’aderenza terapeutica dei pazienti” – frutto del lavoro del Gruppo “Servizio di accesso personalizzato ai farmaci” – è stato pubblicato all’inizio di febbraio e parte dal presupposto della necessità di sviluppo di nuovi servizi a «forte valenza sociosanitaria» erogabili a livello del territorio, di cui fanno parte le farmacie pubbliche e private, e alla luce di esperienze già presenti in Lombardia come anche sul territorio nazionale di servizi che favoriscono «l’aderenza dei malati alle terapie mediche». Nel documento è specificato che il servizio è finalizzato «alla preparazione di confezionamenti personalizzati di farmaci, è a totale carico del cittadino, e consiste nell’attività di sconfezionamento di un medicinale industriale già acquistato e riconfezionamento dello stesso da parte del farmacista in farmacia, in dosi personalizzate, per l’assunzione da parte del paziente sulla base della posologia individuata dal medico curante». Tale servizio non è attualmente oggetto di compiuta disciplina ma trova il suo fondamento nell’art. 1 comma 462 della Legge 27 dicembre 2019 n. 160 (Legge di Bilancio 2020) che ha previsto «la possibilità di usufruire presso le farmacie, in collaborazione con i medici di medicina generale e con i pediatri di libera scelta e comunque nel rispetto di prescrizioni mediche, di un servizio di accesso personalizzato ai farmaci».

L’attività di riconfezionamento consiste nell’allestimento di un blister contenente tutte le unità posologiche dei diversi medicinali che il paziente assume nel corso di una settimana di terapia: è possibile allestire anche blister fino a 30 giorni di terapia (fatto salvo per avvertenze particolari presenti in scheda tecnica e banche dati). La farmacia che intende attuare questo servizio deve comunicare l’inizio dell’attività all’Ats di competenza del territorio in cui opera, fornendo informazioni in merito all’attrezzatura. Infatti, è necessario che la farmacia predisponga una procedura idonea, conservata presso la stessa, per garantire un corretto svolgimento dell’attività in oggetto; caratteristiche della formazione del personale e locali fanno riferimento a quelle del laboratorio galenico come disposto dalle Norme di buona preparazione dei medicinali in farmacia.

Il servizio di allestimento personalizzato dei farmaci può essere offerto non solo al singolo paziente che necessita di terapie croniche, ma anche a Rsa o ad altre strutture sanitarie pubbliche e private. Qualora il servizio di allestimento personalizzato dei farmaci venga reso a Rsa o ad altre strutture sanitarie, sarà la struttura stessa a fornire al farmacista le prescrizioni relative al singolo paziente delle proprie terapie giornaliere, per la durata massima di un mese.

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