Sciopero farmacisti collaboratori: 70% di adesione, migliaia in corteo a Roma

Sciopero farmacisti collaboratori: 70% di adesione, migliaia in corteo a Roma

Ampia la partecipazione allo sciopero del 13 aprile dei farmacisti collaboratori che chiedono il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto dal 2024. Un rinnovo che coinvolge oltre 76mila addetti del settore. La giornata di mobilitazione sotto lo slogan ‘Il contratto ci spetta’, proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, ha visto secondo i sindacati un’adesione del 70% su base nazionale, con punte del 100% in alcune località, a conferma di una mobilitazione ampia e diffusa in tutto il Paese, con presìdi a Udine, Torino davanti al Palazzo della Regione e Palermo.

 

La richiesta a Federfarma di tornare ai tavoli

«Federfarma ascolti la voce della piazza e raccolga il segnale arrivato oggi da tutta Italia – hanno dichiarato Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – tornando immediatamente al tavolo negoziale con proposte concrete e coerenti con il valore sociale e professionale del lavoro svolto ogni giorno nelle farmacie private. È il momento della responsabilità: non si può più rimandare il riconoscimento economico e normativo dovuto a chi garantisce un servizio essenziale di salute e prossimità sui territori».

La giornata di sciopero era stata preceduta da un disaccordo tra Federfarma e i sindacati sulle modalità di sciopero. Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, in una nota del 12 aprile, hanno ritenuto che alcune indicazioni fornite ai titolari di farmacia in vista della giornata di astensione dal lavoro dei dipendenti potessero rappresentare “una condotta antisindacale ai sensi dell’articolo 28 della legge n. 300 del 1970” e hanno diffidato le aziende del settore a cessare immediatamente la eventuale condotta adottata. Inoltre, hanno ribadito di aver “più volte proposto a Federfarma di aprire un confronto per definire regole condivise”, ma “Federfarma ha scelto di non confrontarsi”.

Dalla manifestazione la richiesta di non rinviare ancora il rinnovo

Particolarmente partecipata la manifestazione nazionale di Roma, dove sono confluite migliaia di farmaciste, farmacisti e collaboratori provenienti da tutta Italia, conclusa nei pressi della sede nazionale di Federfarma. Alla manifestazione di Roma si sono affiancate iniziative e presìdi in numerose città italiane, a conferma di una partecipazione diffusa e di una crescente richiesta di dignità salariale, valorizzazione professionale e migliori condizioni normative. Per le organizzazioni sindacali, “accanto al necessario adeguamento salariale, restano prioritari il miglioramento del sistema di classificazione professionale, la piena accessibilità ai livelli superiori, la riduzione dei tempi di progressione economica e professionale, il riconoscimento delle nuove funzioni connesse alla farmacia dei servizi e la garanzia che la formazione non continui a gravare su lavoratrici e lavoratori”. Il messaggio che le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie private hanno lanciato chiaro a Federfarma è che “il rinnovo del contratto nazionale non è più rinviabile, serve una svolta vera che restituisca dignità salariale, riconoscimento professionale e prospettive al settore”.

Ordine di Roma: rinnovo un atto di rispetto verso i colleghi

«Lo sciopero ha sempre un senso, perché il modo migliore per difendere i diritti è praticarli e lo sciopero è appunto un diritto, tutelato costituzionalmente. Ma, essendo dichiaratamente e per sua stessa natura un’azione di rottura, è anche un inequivocabile segnale di un profondo stato di crisi, del quale bisogna cogliere tutti i segnali e tutte le implicazioni» ha commentato su RifDay, organo di informazione dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, il Presidente Giuseppe Guaglianone. «È necessario giungere in tempi brevi a una firma che restituisca equilibrio normativo a tutti i professionisti coinvolti, garantendo quella certezza del diritto che è alla base del corretto esercizio professionale». Pur ribadendo che l’ente professionale non ha competenze in materia sindacale e non intende sovrapporsi alle parti al tavolo della contrattazione Guaglianone ha ribadito che «deve prevalere il senso di responsabilità istituzionale: il rinnovo del contratto non è una semplice scadenza amministrativa, bensì un atto di rispetto verso migliaia di farmacisti che ogni giorno garantiscono l’efficienza della rete sanitaria sul territorio».

Mandelli: «Da subito un’indennità specifica sanitaria»

Il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, ospite di Tgcom24, ha chiarito il perimetro dell’impegno della FOFI nella vertenza. «Non partecipiamo alla contrattazione per legge», ha precisato, «ma siamo la casa di tutti i farmacisti, titolari e non titolari». Un ruolo di moral suasion, esercitato attraverso «un lavoro silenzioso con le parti sindacali per cercare di arrivare a una soluzione soddisfacente».

Due le proposte che la Federazione porta sul tavolo: il passaggio del contratto all’area sanitaria, un percorso che «richiede tempo», e nell’attesa «un’indennità specifica sanitaria che possa dare gratificazione a chi dietro al banco è a disposizione dei cittadini». «Il farmacista non è solo dispensatore di farmaci, ma un professionista a disposizione del cittadino a 360 gradi», ha aggiunto Mandelli, richiamando il ruolo che la pandemia ha reso ancora più evidente e che il decreto ministeriale 77 ha contribuito a ridisegnare sul piano normativo. In un Paese «sempre più vecchio, con sempre più cronicità e patologie», il riconoscimento contrattuale del farmacista diventa, per il presidente della Fofi, una priorità non più rinviabile.

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