XI Rapporto sui Farmaci Accessibili: un comparto solido, ma sotto pressione per l’aumento dei costi di produzione

XI Rapporto sui Farmaci Accessibili: un comparto solido, ma sotto pressione per l’aumento dei costi di produzione

L’industria dei farmaci accessibili continua a creare valore, occupazione e risparmi per il Paese, ma dopo anni di adattamento arriva un primo segnale di rallentamento. La redditività del comparto infatti si attesta al 2,8%, che corrisponde a 0,3 punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente. Questi i dati dell’XI Rapporto dell’Osservatorio sui Farmaci Accessibili di Egualia, realizzato con il contributo di Nomisma e TEHA Group. Un segnale, quello della perdita di redditività, da non sottovalutare, secondo l’associazione industrie farmaci accessibili, perché nel tempo può tradursi in minori investimenti e in una progressiva riduzione dell’offerta.

Farmaci fuori brevetto garantiscono le cure

Il comparto dei farmaci accessibili ad oggi resta solido, con 6,8 miliardi di euro di ricavi e 11.792 addetti diretti, in crescita dell’1,9% in un anno; considerando anche gli effetti indiretti e indotti, l’impatto economico complessivo raggiunge i 20,4 miliardi di euro e quello occupazionale supera i 49 mila addetti. Dietro questi numeri cominciano però ad affiorare gli effetti di una pressione che dura da anni: tra il 2020 e il 2024 i costi di produzione sono cresciuti del 32,1%, spinti dall’aumento delle materie prime, +30,9%, e soprattutto dei servizi, +34,4%. «Le imprese hanno dimostrato in questi anni una straordinaria capacità di adattamento, assorbendo aumenti dei costi superiori al 30%, riorganizzando i processi e continuando a investire e creare occupazione. La prima flessione della redditività ci dice però che questo equilibrio sta diventando sempre più fragile» ha afferma Riccardo Zagaria (nella foto), Presidente di Egualia durante la presentazione del documento, «i farmaci fuori brevetto garantiscono ogni giorno grandi volumi di cura a costi contenuti e liberano risorse per finanziare l’accesso alle nuove terapie. Dopo anni nei quali sono state soprattutto le imprese ad adattarsi alle nuove condizioni, oggi è la governance che deve evolvere. Difendere la sostenibilità di queste produzioni significa quindi tenere insieme salute, autonomia produttiva e sviluppo industriale, garantendo le cure di oggi e preservando la capacità del Paese di assicurarsele anche domani».

Strategico garantire la sostenibilità dei farmaci accessibili

Questa tensione si inserisce in un mercato farmaceutico sempre più polarizzato. Nel 2025, a fronte di quantità sostanzialmente stabili, la spesa ospedaliera è aumentata del 5,2%, raggiungendo i 13,1 miliardi di euro. A determinarne la dinamica sono soprattutto i farmaci ancora coperti da brevetto, che assorbono ormai il 94,7% della spesa ospedaliera, mentre gli equivalenti incidono per appena il 2,1%. Si delineano così due economie del farmaco che contribuiscono entrambe alla tenuta del Servizio sanitario, ma rispondono a logiche industriali differenti. Da una parte l’innovazione, con volumi più contenuti e valori unitari elevati. Dall’altra i medicinali accessibili e fuori brevetto, che garantiscono grandi volumi di cura a prezzi contenuti e con margini industriali molto più bassi. Una differenza che, secondo l’Osservatorio, deve trovare spazio nella revisione della governance farmaceutica.

La questione, però, va oltre la sostenibilità economica delle imprese. Oggi tra il 60 e l’80% dei principi attivi impiegati nei medicinali commercializzati in Europa viene prodotto al di fuori dell’Unione, soprattutto in Cina e India. Garantire condizioni di sostenibilità alla produzione dei farmaci accessibili assume una rilevanza strategica in un contesto caratterizzato dalla crescente competizione tra Stati Uniti e Cina e dall’aumento delle tensioni geopolitiche: significa rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e l’autonomia produttiva europea. È in questo quadro che Egualia individua alcune priorità per i prossimi interventi sulla governance farmaceutica: l’adeguamento dei prezzi dei farmaci accessibili ed essenziali quando l’incremento strutturale dei costi ne mette a rischio la sostenibilità economica, la piena operatività degli accordi quadro multi-aggiudicatario, la revisione del payback per i farmaci fuori brevetto già sottoposti alla concorrenza delle gare e il superamento delle forti e ingiustificate differenze territoriali nell’utilizzo degli equivalenti.

Secondo l’Osservatorio, intervenire sulla governance non significa necessariamente aumentare la spesa, ma creare le condizioni per utilizzare meglio le risorse disponibili. I numeri mostrano infatti il contributo già assicurato dai medicinali a brevetto scaduto: tra il 2016 e il 2025, equivalenti, biosimilari e farmaci fuori brevetto hanno prodotto 8,2 miliardi di euro di risparmi, di cui oltre 850 milioni nel solo 2025. Infine, le prossime scadenze brevettuali, previste tra il 2026 e il 2028, potrebbero generare ulteriori 1,2 miliardi di euro, mettendo a disposizione nuove risorse da destinare all’innovazione e alla risposta ai bisogni di salute.

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