Digitale, multitasking e analisi dei dati: come si rivoluzionerà il mondo del marketing

Digitale, multitasking e analisi dei dati: come si rivoluzionerà il mondo del marketing

In questi ultimi dieci anni sono cambiate molte cose nelle abitudini dei consumatori: l’ecommerce è esploso, gli smartphone sono diventati il punto di accesso privilegiato al mondo virtuale, le piattaforme social hanno conquistato uno spazio sempre più importante nelle vite di ognuno anche per le scelte d’acquisto. È infatti proprio nel social network che spendiamo la metà del tempo che dedichiamo a internet. Secondo gli esperti è in atto una sorta di slittamento verso un habitat nuovo, quello digitale, che continuerà ad evolvere verso il “Metaverso”, la nuova frontiera di Internet, “the next big thing” sulla quale l’imprenditore Mark Zuckemberg, fondatore di Facebook,  ha già investito diversi miliardi di dollari nonché il cambio di nome della sua società (che ora si chiama “Meta”). Da queste riflessioni parte una ricerca di PHD media, realizzata in collaborazione con la Singularity University, che individua 6 macro-trend che cambieranno radicalmente il mondo del marketing e causeranno un profondo spostamento dell’intera economia entro il 2030.

Credibilità del brand avrà sempre più peso

Dalla ricerca PHD Media emerge che negli ultimi dieci anni c’è stato un aumento generale delle attività di marketing di circa il 50%, dovuto soprattutto alla parte di analisi dei dati. Questo significa che si pianifica di più, ma si crea un po’ meno e, secondo gli esperti marketing, questo atteggiamento non è più sostenibile; quindi, si tornerà alla centralità dei ruoli creativi, perché sono l’unica strada che porta davvero alla crescita di un brand.

Dei sei macro-trend identificati il primo è la separazione fisica: le agenzie dovranno fare i conti con nuove dinamiche di lavoro. Per esempio, quello da remoto sarà sempre più diffuso, anche grazie alle nuove prospettive messe in campo dalla pandemia.

Il secondo è una “vita superficiale”, perché il multitasking porterà a livelli di attenzione sempre più bassi e quindi anche a una comprensione del mondo approssimativa e superficiale, «l’empatia sarà messa a dura prova e attirare l’attenzione di un utente online potrà diventare piuttosto complicato», secondo quanto dichiarato dagli esperti. Un terzo trend sarà quello della dissoluzione della fiducia. E in questo contesto la credibilità delle marche avrà un peso sempre più importante; già oggi l’88% dei consumatori britannici dichiara di comprare prodotti soltanto da brand di cui si fida.

Il quarto è definito “serendipità ingegnerizzata”, cioè la raccolta e l’analisi dei dati sarà uno strumento fondamentale per la costruzione di campagne pubblicitarie sempre più mirate e rilevanti, così come la collaborazione con influencer e addirittura nano-influencer.

Il quinto trend è quello dell’influenza decentralizzata: ogni persona è in un certo senso un influencer su una moltitudine di piattaforme che fanno disperdere e cambiare la modalità di comunicazione con le diverse audience.

Infine, il sesto è la pervasione del purpose, perché il purpose sarà il motore di tutto, ma diventerà sempre più difficile farsi ascoltare in un mondo di pubblicità che vogliono “salvare il mondo”.

Quello che succederà nei prossimi anni dipenderà dallo sviluppo di un certo tipo di tecnologie che oggi stanno ancora muovendo i loro primi passi, realtà virtuale e tecnologie BCI (Brain Computer Interface) in testa.

In conclusione, le aziende dovranno essere in grado di evolvere per sopravvivere, di trasformare la propria realtà rimanendo sempre autentici, di lasciare un’impronta positiva sulla propria comunità e sul mondo intero.

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