Sieri, monoattivi e booster: quali scegliere?

Sieri, monoattivi e booster: quali scegliere?

Una delle maggiori tendenze in cosmetica è la formulazione di  creme “sartoriali” o customized, ovvero mirate  all’età, alla tipologia di pelle e alla natura dei problemi. Sono formule che trovano un alleato nei sieri e nelle formulazioni analoghe, come i booster e i monoattivi, perché permettono di personalizzare ulteriormente la beauty routine dermocosmetica. Un “valore aggiunto” cosmetico, quello dei sieri, verso il quale indirizzare il  cliente più esigente o desideroso di cure  mirate e intensive. Tra l’altro, costruire in buona autonomia una beauty routine individualizzata ha anche un risvolto positivo dal punto di vista psicologico. «Un rito che ha un effetto rilassante, appassionante e di migliore gestione del proprio “capitale pelle”», spiega a Pharmaretail la dermatologa Magda Belmontesi, docente della Scuola Superiore di Medicina Estetica Agorà di Milano. Che prosegue: «I sieri, chiamati anche fluidi, sono i più diffusi e conosciuti tra i cosmetici “su misura” e sono molto apprezzati dai cosiddetti intellingent builder perché rimandano al concetto di un prodotto “super concentrato e curativo».

Tra sieri e monoattivi, c’è l’imbarazzo della scelta

Pur avendo consistenze più leggere delle creme, i sieri  hanno una maggior concentrazione di principi attivi variamente combinati, come peptidi e vitamine. Diversa anche la loro finalità dermocosmetica: i sieri sono nati per “rinforzare” l’azione delle creme nei momenti di maggior bisogno della pelle. Spiega ancora Belmontesi: «I fluidi all’acido ialuronico e all’aloe, per esempio, sono adatti per le pelli molto disidratate, mentre quelli con antiossidanti come le vitamine C ed E promettono un effetto antietà  e illuminante e sono particolarmente utili  sotto la crema giorno,  per rinforzare la protezione dai raggi UV. I sieri con attivi leviganti o depigmentanti sono ideali per le pelli mature, macchiate o ispessite e vanno applicati di preferenza sotto la crema notte, perché contengono principi attivi, come il retinolo e le miscele di acidi fruttati, che di giorno possono interagire con i raggi solari». Altra categoria dei dermocosmetici customized  sono i monoattivi o attivi puri  che, come fa intendere il nome contengono un unico principio attivo. Tra i monoattivi  reperibili sul mercato, oltre alla vitamina C, che uniforma l’incarnato, schiarisce le macchie e stimola il collagene, ci sono, per esempio, il Qq10, antiossidante utile contro le prime rughe e la vitamina F (un’associazione di acidi grassi polinsaturi), ideale per potenziare l’effetto barriera della pelle.   «Gli attivi puri sono costituiti da componenti a elevata dermoaffinità e quindi offrono un’azione cosmetica rapida, oltre che funzionale, e priva di sostanze eccedenti e, talvolta, superflue», precisa la dermatologa.

La carica dei booster

Nel mercato dermocosmetico da qualche anno sono comparsi anche i booster: sono speciali formule antietà che offrono un bell’exploit di vitalità e di energia alla pelle. «Possono contenere un unico attivo, per un’azione mirata, o una combinazione d’ingredienti studiata ad arte per ottenere un effetto ad ampio spettro», racconta Belmontesi. Per ridurre lo stress ossidativo, oltre alle onnipresenti vitamine C ed E si utilizzano la floretina estratta dalla mela e l’acido ferulico derivato dai pigmenti verdi delle foglie, che difendono dal  fotoinvecchiamento, mentre per contrastare il cronoinvecchiamento di solito si utilizzano  la baicalina e il resveratrolo, che sono polifenoli protettivi del DNA delle cellule. «Per elasticizzare e ricompattare la cute ci sono il collagene e i PDRN (Polidesossiribonucleotidi), ossia frammenti di DNA che stimolano la rigenerazione cellulare», dice la dermatologa. In questi cosmetici “ultra” sono spesso presenti anche derivati di erbe e piante. Per esempio, va per la maggiore il kombucha, estratto di tè nero fermentato, ricco di vitamine, polifenoli e alfaidrossiacidi, che gli conferiscono proprietà anti-glicazione/antietà e che esfoliano la pelle in delicatezza, esaltandone la luminosità. Hanno un effetto booster anche le spezie, fonte di antiossidanti a “ricarica immediata”, come terpeni, polifenoli. «Tra gli ingredienti star spiccano la tetraidrocurcumina, derivata della curcuma, nota per le sue spiccate proprietà depigmentanti sulle macchie scure, e poi lo zenzero, che stimola le difese cutanee e i fibroblasti agendo da tonificante e antirughe», spiega Belmontesi.

Meglio il siero, il booster o il monoattivo?

Al cliente che esprime questo legittimo dubbio si può far presente che tutto dipende dalle cure reclamate dalla pelle: se necessita di un intervento SOS, per esempio perché è un po’ asfittica o molto disidratata, meglio il monoattivo o il booster, che funzionano come una vera e propria infusione d’energia, studiata per risolvere in tempi superveloci un problema specifico. «Il siero viso, invece, s’inserisce nella normale beauty routine per contrastare con un’azione più diluita nel tempo i segni tipici dell’invecchiamento, come cedimenti, rughe, macchie scure», afferma Belmontesi. Ricapitolando: il siero viso si usa sempre sotto la crema abituale una o due volte al dì tutti i giorni, per potenziarne l’efficacia o per personalizzare la  beauty routine, mentre il booster o il monoattivo si possono usare per un breve periodo, sotto il siero e/o  la crema o, ancora, miscelato al trattamento abituale, così da ottenere un prodotto 2 in 1.

 

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AUTORE

Autrice di testi specialistici e giornalista esperta di salute e cosmesi. Collabora da diversi anni con quotidiani e periodici a diffusione nazionale – attualmente per D La Repubblica, Starbene, F, Grazia e Natural Style – per argomenti di benessere, alimentazione, bellezza e dermocosmesi, fitness psicologia e ambiente.