I solari da farmacia? Sempre più trendy e personalizzati

I solari da farmacia? Sempre più trendy e personalizzati

In vista della riapertura fra regioni e del sospirato ritorno in spiaggia, sguardo puntato sui solari. Anche in farmacia rivelano, con sempre maggior frequenza, un profilo ecosostenibile di tutto rispetto. È sempre più numerosa, infatti, l’offerta di creme protettive che non contengono microplastiche, con packaging eco-friendly composti di bioplastiche o di plastiche riciclate e riciclabili e che vantano formule senza filtri chimici di vecchia generazione, come benzofenone, otylmethoxycinnamate, octocrilene sospettati di appartenere alla categoria dei “disturbatori endocrini” e per questo ritenuti nocivi sia per l’organismo umano sia per il mare e la vita che lo popola. D’altro canto, quello marino è l’habitat più insultato dall’insensibilità ecologica del passato, tanto che anche quest’anno l’8 giugno si celebrerà la Giornata Mondiale degli Oceani, istituita nel 1992 ma riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 2008 per ricordare  l’importanza del mare come ecosistema da preservare.

L’importanza di proteggere la pelle anche in città

Il profilo eco-friendly del solare è un valore aggiunto che le case dermocosmetiche hanno intercettato da tempo, sia per impegnarsi in prima linea nella salvaguardia dell’ambiente sia per assecondare i desideri dei consumatori, sempre più inclini a celebrare l’amore per il Pianeta e per la propria pelle attraverso l’acquisto consapevole di un prodotto come il solare, che, tra l’altro, andrebbe usato senza soluzione di continuità, anche in ambiente urbano. A maggior ragione in questo particolare periodo, contrassegnato nel recente passato dal lockdown e nel prossimo futuro, probabilmente, da vacanze brevi intervallate da lunghi periodi trascorsi in città, dove i parchi pubblici, i giardini e le terrazze di casa si trasformano nella location naturale per prendere, comunque, una congrua “dose” di sole. «Ma la maggioranza delle persone non è ancora consapevole dei rischi che anche il sole di città comporta: già in marzo e in aprile, in pieno lockdown, abbiamo avuto una forte richiesta di prodotti lenitivi per la pelle provata da scottature solari per essere stata esposta senza protezione. Per questo, anche noi farmacisti dovremmo far passare il messaggio che occorre “mettersi all’ombra” di un buon filtro solare anche in ambiente urbano, dove i raggi UVA e UVB oltretutto si sommano allo smog, che favorisce le irritazioni cutanee e aumenta il carico di radicali liberi capace di accelerare l’invecchiamento della pelle», spiega a Pharmaretail Edoardo Schenardi, titolare della Farmacia Serra di Genova. Se molte persone, nell’impossibilità di raggiungere il mare, si sono accontentate del balcone o del giardino di casa per prendere il sole, non hanno però deciso di proteggere la pelle, a riprova dell’errata convinzione che il sole di città sia meno nocivo. I dati di New Line Ricerche di Mercato ci dicono che le vendite dei solari nei mesi di marzo e aprile di quest’anno hanno subito una forte flessione sia in termini di fatturato (-42,2%) sia di confezioni vendute (-47,4%).

Dermo-solari: scudo protettivo anche in città

«È importante avvertire le persone che anche in città è fondamentale schermare la pelle di viso e corpo con un filtro adeguato alla proprio fototipo, senza mai scendere sotto un SPF 30 se ci si espone direttamente al sole», conferma il dermatologo e cosmetologo Leonardo Celleno, presidente AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia, www.aideco.org). «Per essere ancor più convincenti», continua il dermatologo, «basta ricordare che gli UVA sono nocivi ovunque più o meno con la stessa intensità e che hanno la peculiarità di raggiungere il derma papillare, colpendo le fibre elastiche e il collagene e favorendo rughe e macchie. In più, gli UVA interagiscono con le cellule del sistema immunitario della pelle (linfociti e cellule di Langherans) e per questo sono i maggiori responsabili delle foto-allergie, come l’orticaria solare».

Formule solari sempre più eclettiche e personalizzate

L’offerta dei solari da farmacia, d’altro canto, è sempre più ampia e personalizzata, grazie a soluzioni mirate per le varie tipologie di pelle. «Per chi in passato ha sofferto di eritema, per esempio, ci sono le formule con filtri UV molto alti e potenziati da molecole antiossidanti e immunoprotettrici, come il Polipodium Leucotomos, derivato da una felce, la vitamina E e C, il licopene estratto dal pomodoro e la luteina. Per le pelli intolleranti e sensibili esistono i solari ipoallergenici, mentre per quelle acneiche ci sono le emulsioni oil free, che non occludono i pori. Da segnalare anche gli stick a protezione molto alta espressamente studiati per proteggere zone particolarmente sensibili, incluse le cicatrici e i tatuaggi», osserva il dermatologo. Molto interessanti le formule con blend di filtri fisici, come biossido di titanio (meglio se  micronizzato per contenere l’antiestetico effetto patina bianca), associati a filtri minerali di nuova generazione e da “chimica buona”, come il mexoryl e il tinosorb. «Queste formule hanno diversi vantaggi: sono più virtuose sotto l’aspetto dell’eco-sostenibilità, non includendo filtri sospettati, come quelli chimici di vecchia generazione, di danneggiare gli organismi marini,  sono considerate più rispettose della pelle e capaci di proteggerla meglio contro tutta la radiazione solare, infrarossi inclusi», osserva Celleno.

Questioni di texture e di corretta stesura

Da segnalare anche le novità che riguardano le texture, come quelle dal tocco asciutto, che non si “impastano” con la sabbia, o come quelle che  impiegano la tecnologia SWOP, che trasforma un’emulsione acqua in olio da olio in acqua assicurando alla pelle un plus di nutrimento e di difesa dalla disidratazione. Un vantaggio sotto il profilo sensoriale, che ha anche un risvolto funzionale: invoglia ad applicare il solare con maggior frequenza. «Novità arrivano anche dai dispositivi complementari “salva-pelle”, venduti sempre in farmacia, come gli speciali cerottini che applicati sulla cute cambiano colore diventando rossi per confermare che si è spalmata una quantità sufficiente di solare», segnala il farmacista Edoardo Schenardi.  Uno strumento utile se si pensa che una delle difficoltà maggiori riguardo alla corretta protezione solare è stendere una quantità congrua di prodotto e mantenerla tale con le applicazioni successive.

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AUTORE

Autrice di testi specialistici e giornalista esperta di salute e cosmesi. Collabora da diversi anni con quotidiani e periodici a diffusione nazionale – attualmente per D La Repubblica, Starbene, F, Grazia e Natural Style – per argomenti di benessere, alimentazione, bellezza e dermocosmesi, fitness psicologia e ambiente.