Il farmacista? Un filtro tra cittadini e social media

Il farmacista? Un filtro tra cittadini e social media

I social media, attraverso profili aziendali e sponsorizzazioni a influencer, pubblicizzano prodotti per la salute e il benessere, quali integratori, dispositivi medici e talvolta anche farmaci.Per indagare su quanto vengono influenzati i follower, The Pharmaceutical Journal ha condotto un sondaggio su quasi 1.600 farmacisti del Regno Unito: 910 (57%) hanno affermato di aver ricevuto richieste di informazioni su medicinali o prodotti da parte di pazienti che li avevano visti sui social media.

Farmaci per la perdita del peso i più richiesti

Su quali medicinali sono stati interrogati in modo specifico? A questa domanda i farmacisti hanno risposto di essere stati interpellati per una grande varietà di medicinali, da quelli per la disfunzione erettile e la terapia ormonale sostitutiva, ai trattamenti contro il cancro e alle statine. Ma le domande più frequenti sono state quelle relative ai farmaci per la perdita di peso e per prevenire/contrastare il Covid-19, nonché sui medicinali a base di cannabis e olio di cannabidiolo (Cbd).

Gli intervistati hanno affermato che alcuni pazienti hanno chiesto informazioni su medicinali specifici, sia di prodotti da prescrizione già approvati e disponibili in Uk, sia di prodotti non disponibili, perché non autorizzati nel Regno Unito ma solo negli Usa.

L’olio di Cbd e i prodotti a base di cannabis sono la tipologia più richiesta, dopo quelli per la predita del peso: 48 farmacisti intervistati hanno affermato di aver ricevuto richieste in merito, mentre 39 hanno affermato di aver ricevuto domande relative a medicinali o vaccini per Covid-19. Dalle dichiarazioni degli intervistati emerge anche una certa predisposizione maggiore delle donne a fare richieste su farmaci di cui si è letto sui social.

La ricerca mette in evidenza come i pazienti seguano i consigli offerti su Facebook o Instagram, credendo alle esperienze degli influencer. Se da una parte alcune informazioni fornite sono corrette, dall’altra alcuni consigli non sono così chiari e possono essere pericolosi per la salute. Inoltre, se in generale è positivo che i pazienti facciano le proprie ricerche su terapie e farmaci, il rischio è che le aspettative siano diverse dai reali benefici che i prodotti offrono. Altre volte si creano false reputazioni negative su una classe di farmaci, per esempio le statine e gli inibitori di pompa protonica.

Altre richieste rivolte ai farmacisti sono su dispositivi medici destinati a pazienti diabetici – per esempio un nuovo sistema di monitoraggio del glucosio – che sono stati tanto pubblicizzati sui social e sui forum per diabetici: si tratta però di un prodotto non adatto a tutti e non prescrivibile dal farmacista. Secondo i farmacisti intervistati Tik Tok è la piattaforma dove più facilmente vengono fornite informazioni, non sempre corrette, su sintomi e cure di determinate patologie.

A commento dell’indagine, Claire Anderson, presidente della Royal Pharmaceutical Society, ha affermato che «è molto incoraggiante vedere persone che chiedono ai loro farmacisti consigli validi sui medicinali che hanno visto online. Dimostra la loro fiducia nella professione del farmacista, come esperto di farmacia: hanno assolutamente ragione a verificare ciò che hanno letto sui social media, laddove non ci sia un controllo sulle informazioni fornite relative ai farmaci».

In conclusione, a fronte della quantità enorme di contenuti in ambito medico che circolano sui social media, è importante avere un professionista di fiducia e disponibile, in grado di interpretare le informazioni e aiutare le persone a fare scelte informate.

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