Nasce la sede romana dei farmacisti volontari: l’intervista alla coordinatrice Alessandra Maltese

Nasce la sede romana dei farmacisti volontari: l’intervista alla coordinatrice Alessandra Maltese

È stata costituita anche a Roma, lo scorso 12 dicembre, l’Associazione dei farmacisti volontari per la protezione civile, che si aggiunge alle altre 13 presenti sul territorio nazionale, e che va a potenziare la rete nazionale delle strutture territoriali di volontariato promossa dalla Fofi nel novembre 2009 a seguito delle esperienze di impegno e aiuto maturate durante le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo.

A coordinare il lavoro del nuovo gruppo di trenta farmacisti c’è Alessandra Maltese (nella foto), farmacista che vive e lavora a Roma, già impegnata come farmacista volontaria per la protezione civile da diversi anni.

 

Come nasce l’idea di sede romana dell’associazione?

Da anni faccio parte della associazione de L’Aquila, unica sede in centro Italia dell’associazione Farmacisti Volontari. Ma Roma è la capitale del Paese ed è anche la città dove è presente la sede nazionale delle Protezione Civile Italiana. Questa nuova associazione, nata il 12 dicembre del 2023, va dunque a coprire una zona importante e strategica del Paese. Senza contare che nel 2025 ci sarà il Giubileo e le associazioni di volontariato saranno impegnate sul territorio a fornire un aiuto concreto all’organizzazione dell’accoglienza dei pellegrini. Il 2024 ci servirà anche per metterci alla prova e prepararci ad un evento così importante.

 

Di cosa si occuperà il vostro gruppo?

Nel solco di un’esperienza ormai consolidata, la nostra attività opererà nel campo delle attività di Protezione civile avvalendosi prevalentemente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri soci, svolgendo attività di soccorso e intervento in contesti problematici e in situazioni di crisi dove si presentino, per esempio, discontinuità dell’assistenza farmaceutica per inagibilità delle farmacie locali in caso di sisma o calamità naturali. Oppure svolgendo altrettanto preziose attività di supporto come l’organizzazione, la classificazione, lo stoccaggio di medicinali donati e la composizione della dotazione farmaceutica delle medicherie, d’intesa con i medici e gli altri operatori sanitari, presenti negli scenari di eventi critici o calamitosi. Dove per esempio si presenta l’urgenza della popolazione di proseguire terapie croniche, che non possono essere interrotte.

 

Da quanti farmacisti è composto il vostro gruppo?

Per ora è formato da trenta soci, di cui fanno parte titolari di farmacia e collaboratori. Molti di loro sono giovani. L’impegno dei volontari – che si mettono a disposizione delle autorità di governo e locali e delle agenzie di gestione dei disastri e delle emergenze, anche stabilendo le necessarie relazioni con altri operatori sanitari e organizzazioni della comunità per coordinare gli sforzi di pianificazione, preparazione e risposta – sarà consapevolmente e responsabilmente sostenuto anche attraverso la partecipazione a corsi di formazione ed esercitazioni interdisciplinari. Questi corsi sono necessari per prepararsi a intervenire nei potenziali scenari di crisi con efficienza e competenza. In quanto professionisti della salute noi farmacisti abbiamo un dovere etico che va oltre quello di un comune cittadino e dobbiamo accettare la responsabilità di fornire aiuto agli altri in situazioni di difficoltà.

 

Avete già dei progetti in corso?

Partiamo il 10 e l’11 febbraio con un gazebo, in una piazza centrale di Roma, in occasione del Banco Farmaceutico, per sensibilizzare, informare e promuovere l’iniziativa di raccolta farmaci. Intanto noi soci siamo impegnati in una staffetta per organizzare la “farmacia” della Caritas di Via Marsala a Roma, per organizzare il magazzino e i rifornimenti. A loro assicuriamo un turno di mattina e uno pomeridiano. Stiamo mettendo a punto un progetto di sensibilizzazione e prevenzione del tumore al colon retto, per invitare la popolazione a eseguire lo screening proposto gratuitamente dalla Regione il cui kit può essere ritirato e poi riconsegnato in farmacia, perché c’è una bassa adesione in Lazio. Un altro progetto in via di definizione è quello di terapia forestale: si tratta di organizzare gruppi di passeggiate terapeutiche nei boschi della zona, in collaborazione con il Cnr e l’Ospedale Careggi di Firenze. Questa iniziativa mette insieme l’attenzione al benessere e alla salute psicofisica e la tutela del paesaggio e dell’ambiente. Ci stiamo poi interfacciando con la sede di Verona, per capire come poter attivare la raccolta di farmaci non scaduti, che le persone hanno in casa, per diversi motivi, come il cambio di terapia. Questo evita spreco di risorse al Ssn e mette in sicurezza dal punto di vista del corretto smaltimento dei farmaci. Infine, come già raccontato, ci stiamo preparando al Giubileo del prossimo anno.

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