Osmed 2022: aumenta il consumo di farmaci, nel Rapporto entra la valutazione ambientale

Osmed 2022: aumenta il consumo di farmaci, nel Rapporto entra la valutazione ambientale

La spesa farmaceutica nazionale totale nel 2022 è stata pari a 34,1 miliardi di euro, in aumento del 6,0% rispetto al 2021, con una spesa pro capite – comprensiva dei medicinali acquistati direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche e di quelli erogati attraverso il canale della convenzionata – pari a 419,37 euro, in aumento del 5,7% rispetto all’anno precedente. Questi alcuni dei dati presentati nel recente Rapporto nazionale 2022 “L’uso dei farmaci in Italia”, realizzato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (Osmed) dell’Aifa.

Rischio ambientale alto per la maggior parte delle classi terapeutiche

I dati raccolti a livello nazionale mostrano come più di 6 cittadini su 10 abbiano ricevuto almeno una prescrizione di farmaci. Il numero di prescrizioni e la spesa sale all’aumentare dell’età: il 60% della spesa e delle dosi è stata assorbita dalla popolazione con più di 64 anni. Mentre il 45,0% della popolazione pediatrica ha ricevuto nel 2022 almeno una prescrizione di farmaci (il 61,4% dei bambini nella fascia di età prescolare).

I dati del Rapporto, relativi al 2022, mostrano una spesa per farmaci di classe C a carico del cittadino che ha raggiunto 6,5 miliardi di euro circa, con un incremento del 6,9% rispetto al 2021; di questi, il 54% (3,5 miliardi), è relativo a farmaci con ricetta e il 46% (2,99 miliardi) a farmaci di automedicazione (Sop e Otc), comprensivi di quelli erogati negli esercizi commerciali. Benzodiazepine, contraccettivi e farmaci utilizzati nella disfunzione erettile si confermano le categorie a maggiore spesa. Considerando solo i farmaci di automedicazione, i primi principi attivi per spesa sono ibuprofene e diclofenac.

Per quanto riguarda la fascia pediatrica, rispetto all’anno 2021, si registra un incremento delle confezioni pro capite, concentrato maggiormente nei bambini tra i 6 e gli 11 anni di età; i farmaci più prescritti restano gli antimicrobici per uso sistemico e quelli per l’apparato respiratorio per i quali si registra un forte incremento nei consumi.

La suddivisione geografica evidenzia come la Regione con il valore più elevato di spesa lorda pro capite per i farmaci di classe A-Ssn sia la Campania con 197,9 euro pro capite, mentre il valore più basso si registra nella Pa di Bolzano (115,3 euro pro capite), con una differenza tra le due Regioni del 71,6%.

Il capitolo sull’uso dei farmaci equivalenti evidenzia ancora una bassa incidenza della spesa rispetto agli altri Paesi europei. L’Italia è invece al primo posto nell’incidenza della spesa e del consumo di farmaci biosimilari.

A partire da quest’anno, è stata introdotta una nuova sezione dedicata all’analisi del potenziale impatto ambientale di una serie di principi attivi ad alto utilizzo o ad alta tossicità. L’obiettivo principale di questa sezione è quello di fornire una panoramica informativa e sensibilizzare il pubblico, inclusi gli operatori sanitari, sulla problematica emergente dell’impatto che i farmaci hanno sull’ambiente. Quando si considera infatti, la sostenibilità ambientale delle attività umane, non si può non considerare l’utilizzo dei farmaci: dopo l’assunzione, i farmaci vengono rilasciati nell’ambiente principalmente attraverso l’escrezione nelle urine e nelle feci, sia in forma inalterata che come metaboliti. Inoltre, i farmaci scaduti o inutilizzati, smaltiti in maniera impropria attraverso i servizi igienici, raggiungono i sistemi di scarico e, successivamente, le acque superficiali, con potenziali conseguenze negative per la fauna e la flora che popolano tali ambienti. La nuova sezione del Rapporto Osmed comprende il calcolo del rischio ambientale in Italia per 90 principi attivi.

L’analisi del rischio ambientale condotta per i 90 principi attivi selezionati ha rivelato un rischio alto o moderato per la maggior parte delle classi terapeutiche prese in considerazione.

In particolare, due Fans diclofenac e ibuprofene sono stati identificati come ad alto rischio di causare effetti avversi negli animali e nelle piante acquatiche a livello italiano Un’altra classe di farmaci da monitorare è quella degli antibiotici, che include diversi principi attivi a rischio alto o moderato, poiché la presenza di antibiotici nell’ambiente acquatico può contribuire allo sviluppo e alla diffusione di resistenze batteriche, anche attraverso il bioaccumulo nei tessuti muscolari dei pesci e al conseguente sviluppo di geni di resistenza batterica. Dal documento emerge chiaramente che un uso improprio dei farmaci, oltre ad avere un effetto diretto sulla salute dei pazienti ne può determinarne uno indiretto a causa del loro impatto ambientale.

I risultati ottenuti evidenziano la necessità di prestare attenzione all’impatto ambientale dei farmaci in diverse aree terapeutiche: la combinazione dei dati di utilizzo con i risultati dei principali studi eco-tossicologici, suggerisce che gli effetti ambientali di molti farmaci non possono essere ignorati.

(Visited 161 times, 1 visits today)