Ventimila farmacie, oltre novantamila addetti, quattro milioni di utenti giornalieri: Federfarma pubblica i numeri 2023

Ventimila farmacie, oltre novantamila addetti, quattro milioni di utenti giornalieri: Federfarma pubblica i numeri 2023

Sono 19.997 le farmacie in Italia, con un incremento del 50% dal 1975 al 2022: farmacie uscite dall’esperienza Covid rafforzate nel loro ruolo di presidio sanitario di prossimità affidabile, professionale e con presenza capillare e continua sul territorio. A tracciare la situazione “La Farmacia Italiana 2023”, l’annuale Rapporto di Federfarma.

Necessario rendere strutturali i servizi

Il numero delle farmacie continua ad aumentare anche a seguito dei concorsi straordinari e alle nuove aperture, tanto che il rapporto effettivo farmacie-abitanti (una ogni 2.952 abitanti) è superiore a quello previsto dalla legge (pari a una farmacia ogni 3.300 abitanti). Questo perché le farmacie sono presenti anche nei centri abitati con poche centinaia di abitanti e perché́ le Regioni hanno sfruttato la possibilità̀, prevista dalla legge, di aprire farmacie in zone disagiate e mal collegate, indipendentemente dal numero di abitanti. La densità di farmacie per abitanti in Italia è superiore alla media europea (una ogni 3.245 abitanti), a conferma della grande capillarità della farmacia italiana.

In Italia operano oltre 7.200 farmacie rurali, cioè situate in Comuni o centri abitati con meno di 5.000 abitanti, che assistono una popolazione di oltre dieci milioni di abitanti. Un terzo delle farmacie esistenti, quindi, opera in piccoli Comuni. Di queste, 4.400 sono rurali sussidiate, cioè farmacie situate in località con meno di 3.000 abitanti, che servono complessivamente oltre 5 milioni di persone. Delle farmacie rurali sussidiate 2.000 operano in centri con meno di 1.500 abitanti e servono quasi 2 milioni di persone, in gran parte anziani.

Per quanto riguarda gli accessi in farmacia sono 4 milioni i cittadini che vi entrano ogni giorno, mentre 200 sono gli utenti medi di una farmacia. Si stima che siano 800.000 i cittadini che si recano in farmacia per consulenze sulla salute. Ogni notte sono aperte sul territorio nazionale 1800 farmacie, di cui 300 nelle città capoluogo di provincia e 1.500 sul territorio.

Il comparto della farmacia occupa complessivamente 97.000 addetti, di cui 72.000 dipendenti. Di questi, 55.000 sono farmacisti collaboratori, per 78,6% donne. 

Il fatturato delle farmacie è composto per circa il 55,5 per cento da farmaci con ricetta (di fascia A, cioè̀ a carico del Ssn, e di fascia C, cioè̀ a carico del cittadino). Questa quota di fatturato negli ultimi anni è in calo; un calo che, nei mesi più̀ critici dell’emergenza sanitaria, si è esteso anche al settore commerciale. Il fatturato è poi risalito nel 2021 e nel 2022.

Per quanto riguarda il futuro della farmacia – si legge nel documento – «è necessario che le nuove funzioni assunte dalla rete delle farmacie durante la pandemia vengano rese strutturali, valorizzando le caratteristiche di prossimità, professionalità, informatizzazione, attenzione alle esigenze delle persone proprie di questi presidi. Il modello della Farmacia dei servizi, che è stato di fatto aggiornato e integrato a seguito dell’esigenza di dare nuove risposte ai bisogni della popolazione (con i test sierologici, i tamponi, i vaccini), deve trovare concreta attuazione su tutto il territorio nazionale, nell’ottica di contribuire al potenziamento della rete di assistenza territoriale, la cui efficienza si è dimostrata fondamentale per affrontare il quadro epidemiologico».

Infatti, l’erogazione, da parte delle farmacie, dei servizi può determinare  una sostanziale decongestione dei presidi ospedalieri e una parallela ottimizzazione nell’erogazione dei servizi di primo e secondo livello; un rafforzamento della rete assistenziale territoriale; il conseguimento di importanti facilitazioni per l’accesso dei cittadini ai servizi del Ssn e al farmaco, grazie a capillari strutture sanitarie di prossimità tecnologicamente e professionalmente evolute; significativi vantaggi di carattere terapeutico per i cittadini (ed economico per il Ssn), mediante i servizi cognitivi, l’attività di farmacovigilanza e la prestazione di analisi e screening preventivi.

«Il posizionamento della farmacia in termini di territorializzazione del servizio sanitario comporta l’individuazione di un nuovo ruolo della farmacia, basato su tre attività fondamentali: la dispensazione del farmaco, la partecipazione alla presa in carico del paziente cronico e l’erogazione di servizi di primo e secondo livello (rivolti, cioè, rispettivamente alla popolazione generale e a singoli pazienti su prescrizione medica)», spiega nel documento Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale. «Tale modello va incardinato nel sistema di assistenza territoriale delineato dal Dm 77/2022 e concretamente inserito nella rete di telemedicina e di assistenza ai pazienti cronici e anziani, in modo da far diventare la farmacia un’unità sanitaria territoriale di base per l’assistenza a bacini di utenza di 3.000 abitanti, e garantendo così un effettivo approccio di prossimità».

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